In Brasile comanda Dunga, non la Nike. E Ronaldinho resta fuori dalla seleçao

Le pressioni del potente sponsor della nazionale carioca puntavano ad ottenere la convocazione del fantasista per la sfida amichevole con l'Irlanda del Trap. Non è escluso che il Gaucho abbia pagato la forma scaduta e le polemiche legate alla dolce vita

In Brasile, nel calcio nazionale, comanda Carlos Dunga. Lo sospettavamo ma adesso abbiamo avuto una conferma solenne. Perchè il Ct carioca, invece di lasciarsi tentare dalle sirene della Nike, il potente sponsor della federcalcio brasiliano, ha deciso di lasciare a casa Ronaldinho in vista dell'ultima amichevole utile, fissata per il 2 marzo a Londra, contro l'Irlanda del Trap, prima del mondiale in Sud-Africa.
Per Ronaldinho, la Nike aveva preparato anche un grande evento nella capitale londinese tra il 24 e il 25 febbraio: volevano presentare le maglie nuove di tre nazionali sotto contratto, Brasile, Portogallo e Inghilterra, e Dinho sarebbe stato, arrivando da Firenze dopo il recupero di mercoledì 24 febbraio, una delle star dell'evento. E invece niente.
Cosa ha convinto Dunga a lasciare a casa Ronaldinho? La stampa (e la critica) era tutta favorevole. Pelè, che del calcio brasiliano è un ascoltato opinionista, si era schierato dalla sua parte. Le stesse perfomances ottenute con il Milan lasciavano pensare a un ritorno in maglia verde-oro. Il Ct Dunga deve aver valutato una serie di dati recenti: 1) lo scadimento di forma tradito dal giocatore nelle ultime settimane, in particolare da fine gennaio, dalla notte del derby. Contro Julio Cesar ha sbagliato nel finale il rigore, contro Livorno e Bologna ha colpito un palo e una traversa, ma è stato anche al centro di un caso spinoso. Poi c'è dell'altro: è il secondo probabile dettaglio valutato da Dunga. Le abitudini sulla dolce vita, a Milano come in Brasile, non sono una garanzia per uno che deve vivere 45-50 giorni in clausura, chiuso dentro un ritiro. Le polemiche degli ultimi giorni in Italia non hanno giovato a Ronaldinho, sostituito a Bologna dallo stesso Leonardo.
Che non ci sia alcuna prevenzione nei confronti del calcio italiano, lo dimostra la scelta successiva di Dunga. Pato è ko per un infortunio, ma il ct ha chiamato Thiago Silva che viene considerato il numero uno in fatto di difensori centrali. Il suo eccellente rendimento ha convinto tutti, in Italia e in Brasile.