Brasile, Lula su Battisti: "La questione è giuridica" Deciderà entro fine anno

Il presidente uscente brasiliano assicura: "Dovrò prendere questa
decisione su Battisti questa settimana". Poi spiega: "La decisione non è un problema
di sovranità ma è una questione giuridica"

Brasilia - "Dovrò prendere questa decisione su Battisti questa settimana". Durante la conferenza stampa conclusiva del suo secondo e ultimo mandato ai corrispondenti a Brasilia il presidente uscente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha promesso di decidere sul caso dell’ex terrorista del Pac, Cesare Battisti, prima del primo gennaio 2011 per non lasciare l’incombenza alla presidente eletta Dilma Rousseff.

Una questione giuridica La decisione sull’estradizione dell’ex terrorista italiano "non è un problema di sovranità ma è una questione giuridica". "Quando l’avvocatura generale dello Stato mi darà il suo parere, allora vedrete cosa deciderò", ha spiegato Lula. "Non ho mai detto quale fosse il mio parere - ha aggiunto il presidente uscente brasiliano - Inviterò il compagno Luis Inacio (l’avvocato generale della federazione, Luis Inacio Lucena Adams, ndr) ad esprimersi e mi adeguerò al suo parere". Lula ha quindi ribadito che asseconderà l’opinione dell’Avvocatura generale dello stato (Agu) quando dovrà pronunciarsi - entro i prossimi quattro giorni - sulla sorte di Battisti.

La scelta all'Avvocatura di Stato "C’è ovviamente l’Avvocatura generale dello stato (Agu), che assume a sua volta pareri legali. Rivolgo un invito a Inacio Luis Adams (il presidente dell’organismo, ndr). Se dicesse 'presidente, nella nostra ottica, la decisione è questa, io logicamente concorderei'". Il caso dell’ex militante dei Pac (Proletari armati per il comunismo), arrestato in Brasile e condannato in contumacia in Italia per quattro omicidi, è al vaglio del Tribunale supremo federale del Brasile (Tsf) dal 2009. Nell’occasione, i magistrati dovranno stabilire se spetti al capo dello stato la decisione finale sulla concessione dello status di rifugiato politico a Battisti. L’allora ministro della Giustizia, Tarso Genro, aveva conferito questo status all’italiano, ma il Tsf aveva bloccato la procedura e si era espresso a favore dell’estradizione. L’ultima parola compete a Lula e sarà il suo ultimo atto del presidente prima dell’insediamento di Dilma Roussef. In Italia l’ex militante dei Pac deve scontare quattro ergastoli per altrettanti omicidi, commessi a fine anni Settanta e per i quali è stato riconosciuto colpevole. Arrestato, Battisti è riuscito a evadere ed è scappato prima in Francia e poi in America Latina.