Il Brasile si mangia il Cile: 3-0 Juan, Luis Fabiano e Robinho E ora nei quarti trova l'Olanda

Tutto facile per i verdeoro di Dunga. Dopo mezz'ora di equilibrio segna il difensore della Roma. Raddoppio del bomber del Siviglia e terza rete dell'esterno del Manchester City. Deludono i cileni del <em>Loco</em> Bielsa, l'unico pericoloso è l'udinese Sanchez

Johannesburg - Brutto, ma buono, il Brasile di Dunga. La Roja va in blanco e per la Seleçao i quarti di finale sembrano un giochetto. Addirittura tre ne segnano i verdeoro, pure troppo per quello che creano. Basta dire che i migliori sono Juan, colonna difensiva della Roma di Ranieri, e Bastos, laterale del Lione che in Nazionale è costretto a fare il terzino. Il Loco Bielsa, l'allenatore più spregiudicato del Mondiale (il suo undici tipo si schiera con un 3-3-1-3) deve fare a meno dei suoi due difensori centrali: Ponce e Medel. E non è la stessa cosa. Anche davanti i cileni non riescono a pungere. Arriva sempre un tocco di troppo al limite o una giocata impossibile di Suazo (pessimo) a rovinare la trama. Il Brasile mette in tasca il pass per i quarti già prima dell'intervallo. Una zuccata prepotente di Juan e l'unica idea decente di Kakà per Luis Fabiano che salta Bravo e deposita in rete. E' il 2-0 della tranquillità.

Brasile in scioltezza Il Cile parte rapido, ma troppo contratto. Mai una palla pericolosa per Julio Cesar. Al 9' la prima occasione buona per i brasiliani. Gilberto Silva tenta la sventola da lontano, ma Bravo vola all'angolino e mette in corner. Tremano le gambe ai cileni. E non arriva nessuna risposta. Al 34', invece, passa il Brasile. Corner da destra di Maicon, blocco (irregolare) di Lucio e Juan è libero di colpire di testa sotto la traversa. E' il vantaggio. Quattro minuti e la formazione di Bielsa finisce gambe all'aria. Robinho se ne va sulla sinistra, suggerimento centrale per Kakà che, di prima, imbuca in verticale per Luis Fabiano. O Fabuloso dribbla Bravo e deposita in fondo al sacco: 2-0. Sembra tutto fin troppo facile. La Roja è al tappeto. Al quarto d'ora della ripresa gli uomini di Dunga, senza mai incantare e senza accelerazioni "brasiliane", sigillano la qualificazione. Ramires recupera un pallone a centrocampo, corre trenta metri nel cuore della difesa cilena senza che nessuno gli chieda niente, al limite scarica per Robino che, con un destro a giro, fulmina ancora Bravo. L'ultima mezz'ora si gioca perché prevista dal regolamento. Dani Alves prova il destro a scendere da lontano, ma il suo tiro sfiora l'incrocio. Poi bussano i rossi. Sanchez serve Valdivia al limite, ma la sua conclusione è sopra la traversa. Al 29' il diagonale di Robinho sfiora il palo. Poi tre palle buone per il Cile. Le ultime. Alla mezz'ora Suarez, con il primo movimento da attaccante di fama, si gira in un fazzoletto lasciando sul posto Lucio, ma Julio Cesar risponde in corner. Poi il destro schiacciato del bomber del Saragozza scheggia la parte alta della traversa. E prima della fine c'è ancora tempo per il diagonale largo di Beausejour. Pochissimo Cile, un Brasile appena sufficiente. Le ambizioni della Seleçao pratica, ma brutta di Dunga si misureranno nei quarti con l'Olanda.