Brava ministro, la scuola non è uno stipendificio

Caro Direttore, le proteste di queste ultime settimane verso la riforma della scuola dovrebbero far fare a tutti alcune elementari riflessioni.
Fermo restando la distinzione tra istruzione ed educazione, alla scuola da sempre è stato riconosciuto un ruolo fondamentale nel processo educativo ma questo ruolo, negli anni, si è sempre più indebolito.
Intanto bisogna chiarirsi su cosa vuol dire educare; educare significa tradurre in comportamenti pratici la scala dei valori che guida la vita avendone ben chiare le priorità.
Senza una scala di valori condivisa si rischia di crescere una generazione di giovani orfani, senza ne madri ne padri, costretti a camminare su sabbie mobili, senza personalità e, a volte, violenti, sicuramente in balia delle onde e del potere e con falsi modelli di riferimento.
Il rischio è quello di distruggere meramente una Nazione poiché solo con la scienza e con la tecnologia non si produce un'etica.
La scuola deve quindi rappresentare un punto di riferimento fondamentale per cambiare le sorti di un intero Paese. Per questo plaudo al Ministro Gelmini che ha iniziato una forte riforma culturale dove al centro c'è solo la persona.
Il buonismo di questi anni non ha premiato nessuno anzi ha reso la scuola uno stipendificio con docenti poco motivati e poco pagati che vedono avanzare la loro carriera solo per anzianità e non in base al merito.
Sbaglia chi pensa e sancisce che l'unico problema della scuola oggi sia quello delle risorse, il vero problema è quello della qualità e degli investimenti che bisogna assolutamente fare sulle risorse umane
Avanti Ministro, la strada è quella giusta!
*Capogruppo Forza Italia
Consiglio Comunale Genova