Brave, sensibili e glamour: ecco le padrone della tv

Direttori di rete ed esperti: a loro si affidano più programmi perché sono in sintonia con il telespettatore

Milano - Tv vecchia. Tv ripetitiva. Tv nostalgica. Tv diseducativa. Ma quanto si critica la Tv... E per dirla con Pippo Baudo, più che altro, la Tv la attacca chi non la fa. Intanto cerchiamo un aspetto positivo. Che magari, per qualche misogino, un fatto buono non è... ma la realtà e che le pluri-presentatrici sono donne. Basta scorrere i palinsesti. Certo, di conduttori bravi c’è ne sono molti. Ma a quanti uomini viene affidato più di un programma? In questo momento, in video, c’è n’è uno solo: Carlo Conti. E di donne bis o tris conduttrici invece? Tante. Passiamole in rassegna: Simona Ventura si divide tra L’Isola dei famosi e Quelli che il calcio e a gennaio tornerà anche con X-Factor. Antonella Clerici, con tanto di pancione, continua a spadellare alla Prova del cuoco e si diverte un mondo a Tutti pazzi per la tele. Barbara D’Urso si doppia, triplica, al mattino, pomeriggio e sera. Maria De Filippi pure scorrazza in tutte le ore dei palinsesti con Uomini e donne, Amici e C’è posta per te.

Rita Dalla Chiesa conquista un vasto consenso con il suo Forum e ha provato anche il prime time, con lo show (non molto riuscito) Il ballo delle debuttanti. Paola Perego è tornata alla guida di una domenica in versione ridotta e da giovedì si sdoppia su Italia Uno con la pestifera Talpa. Ilaria D’Amico conduce Exit su La7 e Sky Calcio Show sul satellite. E be’, si dirà, ci dimentichiamo di Gerry Scotti? No, certo: presto (dal 17 ottobre) tornerà con Paperissima. Però, è vero, che in questo momento si assiste a una femminilizzazione del piccolo schermo. «Non c’è dubbio - inquadra il fenomeno Giorgio Simonelli, docente di storia della televisione alla Cattolica di Milano e opinionista di Tv Talk - che la Tv ha bisogno sempre di più di figure femminili. Da una parte è un fenomeno positivo perché mostra che le donne hanno saputo fare più carriera degli uomini.

Dall’altro è negativo perché tutto ciò si trasforma in un aumento degli stereotipi femminili. Cioè, in un aumento dei programmi che parlano di pettegolezzi, cucina, buone maniere, vacanze e moda. Del resto il motivo è abbastanza semplice: a guardare la Tv sono soprattutto le donne e gli anziani, anzi per questi ultimi il piccolo schermo è ormai una badante. Ma anche i campi tradizionalmente maschili, come la politica e il calcio, si femminilizzano perché vengono conditi con gossip e glamour, insomma con il salotto. Altro aspetto negativo è che i dirigenti quando trovano una persona affidabile, la spremono fino in fondo rischiando il meno possibile sui giovani».

Non è d’accordo con quest’ultima analisi il direttore di Raidue, Antonio Marano, che sulla bi-conduttrice Simona Ventura ha costruito la fortuna della sua rete. «Mi sembra, semplicemente, che le donne abbiano un modo di entrare nelle famiglie più delicato e rassicurante. Noi abbiamo puntato anche su volti giovani come Francesca Senette che sta dando buona prova, nonostante lanciare nuovi conduttori sia veramente difficile. E il fatto che molti programmi vengano affidati a donne over 40, dimostra che presentatrice non ci si inventa e che serve una lunga marcia e una grande esperienza».

Massimo Donelli, direttore di Canale 5 focalizza l’attenzione sulle novità: la doppia conduzione affidata alla Dalla Chiesa e alla Perego: «Paola ha mostrato grande forza nelle due stagioni di Buona Domenica, quest’anno le verrà affidata di nuovo anche La Talpa (su Italia Uno) e mi sembra abbia tutte le carte in regola per essere una star da prime time. A Rita, che ormai con Forum è leader assoluta nella fascia oraria del mezzogiorno, è stato giusto affidare uno show di prima serata (Il ballo delle debuttanti) anche se il risultato in termini di ascolti non è stato quello sperato, ma se non si rischia non si cresce».

Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, punta l’attenzione su Barbara D’Urso, protagonista insieme a Claudio Brachino dei due talk d’approfondimento di mattina e pomeriggio. «Io sono sessista: la conduzione femminile è vincente per quel di più di sensibilità che permette di entrare in sintonia con lo spettatore, quell’aggiunta di dettagli emotivi e psicologici che non sempre l’uomo è in grado di cogliere e proporre. E questo è il motivo che ha permesso a Mattino Cinque di trovare un posto al sole dopo anni di dominio incontrastato di Raiuno in quella fascia oraria».