Bravetta si ribella: «Basta con il degrado»

Emanuela Ronzitti

Una febbre da sabato pomeriggio, una febbre «da ira» quella che ha spinto i residenti dei quartieri Bravetta, Pisana, Vignaccia, ieri, ad armarsi di fiaccole e striscioni per dire «no» al degrado che sta prosciugando la pazienza dei residenti del XVI municipio. Seicento persone sono scese in strada per protestare contro la presenza del campo nomadi di via di Villa Troili e del residence Roma. Un territorio, quello a ovest della Capitale, ormai divenuto dopo i recenti smantellamenti compiuti dalla giunta Veltroni (ex campo di vicolo Savini), il nuovo punto d’approdo di quei flussi migratori di extracomunitari e nomadi che vagano incontrollati in cerca di una nuova area da colonizzare. In nome dell’illegalità, naturalmente. L’«allarme rosso» nel quartiere Bravetta arriva dopo una lunga serie di denunce per rapine, scassi e furti subiti in zona che ha creato paura tra i residenti tanto da costringerli ad abbandonare le ronde spontanee notturne e a spingerli a manifestare contro l’inamovibilità del comune. «Ora basta riprendiamoci il nostro quartiere» si legge sugli striscioni in testa al corteo organizzato dai comitati di quartiere. Seguono slogan di disapprovazione non solo contro il presidente del municipio Fabio Bellini ma anche contro «l’abbandono e il disinteresse» da parte del sindaco Veltroni. Denunce fatte a gran voce si sollevano dal cordone in sfilata: «Siamo stanchi dell’indifferenza del sindaco, gli zingari se li mettesse a casa sua» chiosa un manifestante. E ancora: «Siamo stati aggrediti perfino in chiesa alla presenza del parroco di Colle Massimo che ha difeso a spada tratta gli extracomunitari del residence». Gli abitanti raccontano di dover essere costretti ogni giorno ad assistere a scene surrealiste: «Animali morti scaraventati dai balconi occupati abusivamente dagli extracomunitari, escrementi umani raccolti nei cassonetti dell’immondizia o abbandonati per strada davanti ai portoni di casa». « Ci sono stati casi di scabbia e di pidocchi tra i bambini» esordiscono i consiglieri di An del XV e XVI municipio, Fabrizio Santori e Federico Rocca, presenti alla manifestazione. «Le mamme - continuano - sono disperate, in questo quadrante continuano a crescere l’insicurezza e il disagio sociale». A fargli eco si aggiunge il battagliero capogruppo di An alla Provincia Piergiorgio Benvenuti: «Il sindaco Veltroni ha fallito totalmente sul problema dei campi nomadi - dice - e ora la situazione sta peggiorando anche con i campi nomadi di Vicolo Savini trasferito in una tendopoli all’interno del parco naturale Decima Malafede con il totale silenzio degli ambientalisti». Intanto, per tentare di sedare gli animi esasperati dei manifestanti Bellini tenta un’inversione di marcia e annuncia che il campo di via di Villa Troili «sarà gradualmente smantellato e il residence Roma sarà recuperato dalla proprietà e riconvertito». C’è da chiedersi in quale area della città gli sfrattati dal campo edificheranno una nuova microcittà del terrore.