Bravi arbitri, due giornate consecutive senza far danni

Hai voglia a disegnare schemi sulla lavagna, ricordare al terzino che deve stringere in mezzo se l'ala avversaria converge o rivoltare la squadra come un calzino durante l'intervallo. Se poi nessuno si preoccupa di giocare, di prendere la squadra sulle spalle e, perché no, di segnare, come si vincono le partite? Già sabato si era capito che sotterrare un campione con la scusa dell'età spesso diventa un autogol: «life is now» diceva Totti, e allora meglio non pensare al passato e concentrarsi sul presente. Assist per il gol di Borriello e giocate da leader, alla Roma serviva come il pane per superare il momento difficile. Ieri Alex Del Piero, troppo spesso relegato in secondo piano alla voce «usato sicuro», non è stato da meno: entrato a un quarto d'ora dalla fine in una Juve con la testa già alla prossima partita, il capitano bianconero ha risposto presente ancora una volta siglando il gol numero 178 (come Boniperti, scusate se è poco) e sedendosi idealmente in tribuna a fianco della moglie che lo festeggiava con cartelli e slogan. Del Piero è uno di quelli che c'è e ci sarà sempre nel momento del bisogno. Così come Hernanes, l’uomo nuovo di casa Lazio che sta facendo sognare Lotito e il suo popolo e ha segnato anche ieri sera a Bari. Come Zanetti, rientrato a Cagliari dopo un mese ma è sembrato non fosse mai uscito. E' così: in mezzo a infortuni, squalifiche e giovani pescati dalla primavera, al posto di nuove soluzioni tattiche o in attesa del classico colpo di fortuna, a volte basta puntare sull'uomo giusto per far quadrare il cerchio. Prendete Samuel Eto'o: dopo l'annata da "terzino" con Mou, è tornato al centro dell'attacco costruendo da solo i tre punti che hanno permesso all'Inter di rispondere al Milan.
Ma questa giornata ha anche insegnato qualcosa agli operatori di mercato. Perché andare in Perù a cercare una scommessa a costo zero se l'esigenza è quella di un bomber? Con 17 milioni De Laurentiis si è garantito un ragazzo che a 23 anni ha già alle spalle tre campionati di serie A e un mondiale con l'Uruguay. Cavani sarà pure costato tanto, ma se il Napoli è in zona Champions è quasi tutto merito suo. Storia simile a quella di Pato, ai tempi pagato molto per la sua giovane età, ma che ha dimostrato che se per una volta Ibra segna nella porta sbagliata, al Milan c'è qualcun altro letale in zona gol. A fianco di tutti questi grandi campioni c'è poi un ragazzo che non si stufa di stare in vetrina. Lodato da Maradona, amato da Zamparini, è il momento di Pastore. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Barcellona, Real, Manchester? No, Palermo. Delio Rossi gli ha affidato le chiavi della squadra e lui, partita dopo partita, lo sta ripagando con gol e prestazioni da fuoriclasse.
Ma forse la storia più bella è quella che arriva da Genova. E non ha la faccia del "solito" Cassano, anche lui ormai una sicurezza (un tempo di follia, oggi di concretezza) ma quella del sampdoriano Reto Ziegler. Terzino nell'anima, classico faticatore, ieri si è regalato il gol della vittoria sulla Fiorentina. Per un giorno è diventato l'eroe del Luigi Ferraris. Anzi, un antieroe: non è un uomo mercato, non è capitano, non è leader. Ma siccome martedì a Genova di antieroi, di ben altra pasta (cattiva), ne abbiamo visti sin troppi, il verdetto è scontato: abbasso Ivan il terribile, vota Ziegler. Era il pupillo di Del Neri, piace a Di Carlo. E anche al nostro campionato, che, giornata dopo giornata, vive sempre più di certezze.