Bravi, la città è splendida ma...

Milano è uno splendore in questi giorni.E' già stato scritto. Lo ribadisco. Milano si è fatta bella per gli ispettori Bie. Era giusto così. Ed ha dimostrato di sapersi agghindare, se vuole, anche se in virtù di grande dispendio di energie e nonostante quegli idioti(sempre che non seguano una diabolica regia) che insozzano muri e portoni appena li ritrovano tirati a nuovo.
L'appuntamento con l'Expo del 2015 non può, non deve essere mancato. Credo che, per ogni milanese con un minimo di sale in zucca, questo obiettivo sia chiaro e prioritario. Ciò nonostante c'è una estrema sinistra che manifesta contro. Contro chi e contro cosa? Non vuole le decine di migliaia di posti di lavoro che sarebbero creati, oppure la dozzina di miliardi di euro che rilancerebbero la città, una città da sempre volano del Paese? O si preoccupano per i milioni di visitatori che affluirebbero da tutto il mondo riempiendo alberghi, ristoranti, negozi? Valli a capire. Suonano la stessa musica delle centinaia di migliaia di persone che hanno sfilato, finalmente in rosso e falce e martello, per le vie di Roma gridando slogan e sventolando striscioni contro il governo, anche se ufficialmente tutti si affannavano a sostenere che la manifestazione non era contro Prodi. Valli a capire. Fermo restando l’impegno di centrare con successo il 2015, il Comitato che coordina gli eventi dovrebbe evitare di incespicare in situazioni come quella del concerto del pur bravissimo Giovanni Allevi. Un concerto (fissato per le ore 21,30 del 22 ottobre) i cui invitati hanno atteso all’aperto, molti addirittura in piedi, sull’erba umida del giardino della Triennale, esposti al freddo di una serata, anzi di una notte ottobrina tutt’altro che clemente. L’Allevi ha potuto dar vita ai propri virtuosismi ben oltre le 22, tra gli applausi delle raggelate persone rimaste stoicamente ad attenderlo. Non vi dico delle proteste di chi se ne è andato in anticipo. Caro Comitato così non va. Cara Sindaco, per quanto lei sia nel nostro cuore, ricordi agli organizzatori innanzitutto professionalità. L’italica improvvisazione non premia. Non sempre.
Renato Ranghieri