Bravo e di destra. Licenziato

Concluso il suo mandato il 31 luglio, Marco Ceglie è in procinto di lasciare la segreteria generale dell’Authority. E non sarà riconfermato, nonostante la carica sia stata prorogata fino al 31 dicembre. Il motivo? L’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Merlo, lo riassume così: «Ceglie merita apprezzamento per il buon lavoro svolto in questi anni, ma non viene rimosso perché non capace. È solo cambiato il contesto, il quadro politico di riferimento che aveva generato la sua nomina». Tradotto dal «politichese»: sacrifichiamo Ceglie, amministratore capace e competente, per lasciare il suo posto a qualcun altro vicino, per estrazione politica, al centro-sinistra. In verità, l’unica colpa di Ceglie è quella di essere considerato un manager di area An, il partito che, a suo tempo e con l’avallo dell’ex assessore regionale alle Attività produttive Gatti, lo sponsorizzò per ricoprire la seconda carica dell’Authority spezzina. Da qui l’affondo di Merlo: «Io non ho condiviso in passato il metodo con il quale venne nominato». Quindi, spazio ad un uomo di «partito», in nome di consolidati equilibri politici interni, piuttosto che riconfermare il «capace» Ceglie.
È una decisione, puntualizza Merlo, che «rappresenta un momento di ricucitura dei rapporti istituzionali, essendo stato nominato il presidente Orlandi con un atto di rottura verso gli enti locali spezzini». Sia chiaro: Cirillo Orlandi, ex numero uno di Vte-Sinport e voluto con forza al timone dell’Authority dall’ex governatore Sandro Biasotti, è considerato un manager di shipping di statura internazionale. Merlo conclude: «La Regione ha già informato l’Authority che non farà alcun nome per questa carica...». Sarà Orlandi, fa notare l’assessore, a scegliere ad ottobre, in «totale autonomia», il nome del futuro segretario. La stessa autonomia con la quale il presidente si è dovuto privare di un segretario apprezzato, anche dal centro-sinistra (e non è poco!), «per il buon lavoro svolto in questi anni».