Braxton è sempre un maestro ma Taylor gli rovina la festa

L'associazione Angelica di Bologna realizza in autunno dei progetti musicali di notevole interesse, che negli anni scorsi furono dedicati a Karlheinz Stockhausen, Heiner Goebbels e Ornette Coleman. Questa volta sono andati in scena - a Modena, Bologna e Reggio Emilia - Cecil Taylor, Anthony Braxton, William Parker e Tony Oxley, virtuosi attualissimi del pianoforte, dei sassofoni, del contrabbasso e della batteria. Doveva essere una festa del jazz e della musica contemporanea, invece si sono corsi grossi rischi a causa di Taylor, 78 anni e forse per questo bizzoso come non è stato mai. Il maestro ha praticamente cancellato il duo previsto fra lui e Braxton (per la prima e ultima volta, era stato detto per dargli un'impronta storica) e con i suoi salti di umore ha cambiato i tempi e i modi dei concerti, permettendo regolarità soltanto al suo sodalizio con Tony Oxley a Modena, al trio Taylor-Braxton-Parker a Bologna e al quartetto a Reggio Emilia. Ciò malgrado, e malgrado un Braxton visibilmente seccato, si è ascoltata anche grande musica.