Brebemi, riparte il confronto in Senato

Il cammino della Brebemi va avanti in Senato. La prossima settimana la commissione Lavori pubblici ascolterà il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, ed il presidente della Regione, Roberto Formigoni, sulla nuova convenzione. Le premesse sulla decisione della commissione non sono confortanti. Spiega la presidente, Anna Donati (Verdi): «Dopo l’intervento svolto dal relatore, il senatore Paolo Brutti, in cui sono emerse diverse criticità circa la coerenza della convenzione con le regole in materia di concorrenza e libero mercato, abbiamo programmato immediatamente le audizioni. Ascolteremo i presidenti di Anas e Regione Lombardia, in qualità di azionisti della società mista Cal (Concessioni autostradali lombarde) che ha sottoscritto la nuova convenzione con Brebemi, su cui la nostra commissione dovrà esprimere un parere». Formigoni, che sarà ascoltato giovedì, ricorda che la Regione ritiene la direttissima Milano-Brescia «un’opera viabilistica indispensabile e indilazionabile. Non a caso per la sua realizzazione la Regione si batte da anni, fino a trovare un accordo con il Ministero delle Infrastrutture che ha portato alla nascita della Cal, uno strumento innovativo ed efficace, e alla firma della convenzione».
Ad allarmare, intanto, arriva la sinistra radicale in Provincia, che chiede una verifica programmatica a Penati su diversi punti tra cui proprio quest’autostrada: il Pdci di Milano «considera le posizioni pubbliche ormai quotidiane di Penati in ordine alle infrastrutture viabilistiche (l’ultima sulla necessità di realizzare in tempi brevi Brebemi) non condivisibili ed in contrasto con il programma sottoscritto dalle forze di maggioranza e sul quale si è vinto le elezioni ed ottenuto il mandato degli elettori e delle elettrici».
Intanto il Comitato Brebemi prende posizione sul parare negativo di Brutti. «È un grave errore, ci riserviamo ogni azione di tutela da decidere nel corso di un incontro apposito». Il Comitato difende il progetto: «Il primo project financing autostradale italiano è assolutamente inattaccabile sotto qualsiasi profilo».