Brembate dà l'ultimo saluto alla piccola Yara Il vescovo: "Assassini, ora uscite dall'oscurità"

Grande folla fuori e dentro il palazzetto dello sport di Brembate Sopra, per il funerale di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso e trovata morta tre mesi dopo, in un campo. Il vescovo di Bergamo: "Aspettiamo una risposta, aspettiamo un segno, aspettiamo un dono"

Brembate Sopra (Bergamo) - Dolore, commozione, rabbia, disperazione, sgomento. Sono passati alcuni mesi dal ritrovamento del corpo senza vita della piccola Yara Gambirasio ma le emozioni sono sempre le stesse. Oggi è il giorno dell'ultimo saluto a Yara. Al palazzetto dello sport di Brembate Sopra oltre a parenti, amici e conoscenti della famiglia, sono arrivate anche numerose autorità. A celebrare le esequie di Yara sono il vescovo di Bergamo Francesco Beschi e il parroco del paese don Corinno Scotti. All'esterno del palazzetto almeno 3000 concittadini ascoltano in silenzio la funzione da un maxischermo. E nel silenzio hanno accolto la piccola bara bianca di Yara al suo arrivo al campo sportivo e le due auto che portavano rispettivamente la mamma della ragazza con i tre fratelli e il padre con i nonni.

Il vescovo: ora una risposta "Aspettiamo una risposta, aspettiamo un segno, aspettiamo un dono". Con queste parole il vescovo di Bergamo ha dato inizio ai funerali di Yara.

Assassini, uscite dall'oscurità "Noi vorremmo guardarli in faccia quei volti- prosegue il vescovo - incrociare i loro sguardi, vorremmo dirgli uscite dall’oscurità che sta mangiando anche voi". "Yara  - sottolinea l'alto prelato - non è semplicemente morta, su di lei abbiamo visto accanirsi il male". Il vescovo non dimenticai volontari e le forze dell’ordine che per tre mesi hanno cercato senza sosta la piccola Yara, poi si rivolge a papà Fulvio e mamma Maura invitandoli a non abbandonare la fede. "L’amore è più grande dell’odio, l’onestà è più bella della menzogna". Il vescovo ricorda che la morte di una figlia "è sempre insopportabile" invita i genitori della 13enne a "non abbandonare la giusta strada. L’asse su cui possiamo ricominciare è la croce di Cristo, la croce di Yara, la croce degli innocenti". Ora, conclude il vescovo: "Yara è tornata a casa". Sulla bara della 13enne c’è la sua foto e un fascio di rose gialle. In prima fila ad assistere ai funerali oltre ai genitori anche i tre fratelli di Yara Keba, Gioele e Natan.

I messaggi di cordoglio "Rimani un sogno in questa tragica realtà! Ciao Yara". È uno dei messaggi più toccanti scritti sul libro all’entrata del Palazzetto dello Sport. Accanto al libro c’è una fotografia della ragazzina, promessa della ginnastica artistica.

Napolitano ai genitori Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio ai genitori di Yara per esprimere loro la propria solidarietà. Il messaggio è stato letto durante i funerali dal sindaco di Brembate, Diego Locatelli. Il capo dello Stato, nel messaggio, ha anche auspicato che si faccia luce sul delitto che ha visto vittima la tredicenne bergamasca.