Brenda conservava 60mila file «Scoppierà un nuovo scandalo»

IPOTESI Nel portatile del viado potrebbe esserci anche il filmato in cui c’è Michelle

RomaI segreti di Brenda in oltre sessantamila file. Una mole impressionante di dati che i consulenti della Procura di Roma hanno finito ieri sera di estrapolare dall’hard disc.
I magistrati si aspettano molto dal contenuto del pc. Foto, filmini, nomi di clienti, contatti - se ci sono, come è ragionevole pensare - saranno passati al setaccio per capire in quale pasticcio si fosse cacciato il trans con la passione dei video e chi potesse avere interesse a toglierlo di mezzo. Brenda è morto una settimana fa soffocato dal fumo di un misterioso incendio che si è sviluppato da una valigia lasciata accanto alla porta del suo monolocale. I pm ritengono che sia stato ucciso, anche se altre ipotesi non sono state ancora del tutto accantonate, e che qualcuno abbia messo il pc nel lavandino per cancellare i suoi segreti o per lanciare un avvertimento a qualcuno. Ma i tecnici sono riusciti a salvare quasi tutti i file, anche quelli, tantissimi, che il trans aveva cancellato quando la situazione ha cominciato a sfuggirgli di mano. Brenda, che pare con il computer fosse un mago, aveva nascosto ai magistrati di possederne uno e quando fu perquisito non venne trovato. Ora quel portatile è diventato la chiave di tutto. La sua memoria occupa oltre 130 gigabyte e contiene più di 60mile file, tra quelli nascosti, ossia cestinati e poi recuperati, e quelli visibili. Una mole considerevole se si considera che un film occupa mediamente due-tre gigabyte. Per il momento dalla Procura non trapela nulla del suo contenuto. Anche se secondo il Fatto del giorno, la trasmissione di Rai 2, dai file emergerebbe «uno scandalo superiore a quello di Marrazzo». Nessuna conferma ufficiale neppure sulla presenza, tra i file cancellati, del secondo video che ritrae l’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo in compagnia di Brenda e un altro trans, Michelle. Il transessuale ha raccontato ai magistrati di averlo distrutto per paura ed è molto probabile che sia proprio nel pc in mano agli inquirenti. Il governatore sapeva dell’esistenza di quelle sequenze assai compromettenti perché era stato girato con il suo consenso, ma poi si era reso conto, ancora prima che scoppiasse lo scandalo, che potevano rappresentare un pericolo e aveva confidato a Natalie, il trans sorpreso con lui dai carabinieri poi arrestati per il tentativo di ricatto, le sue paure per quella leggerezza. Forse Brenda aveva cercato di ricavare qualche soldo da quel video? Marrazzo non ha mai detto di aver ricevuto richieste di denaro da Brenda. Ma certo lunedì sera, durante la trasmissione Porta a Porta, China, un altro trans che vive negli squallidi loculi di via Due Ponti molto amico del viado morto, ha raccontato di aver visto con i suoi occhi i 30mila euro che il governatore avrebbe dato a Brenda: «Mi disse di aver ricevuto un compenso molto alto da Marrazzo. Mi ha chiamata e mi ha fatto andare a casa sua dove ho contato i soldi: erano 28mila euro, ma duemila, mi disse, li aveva già spesi». Una cifra eccessiva per una prestazione, ma forse quei soldi, se davvero sono usciti dalle tasche di Marrazzo, dovevano servire ad altro. Un capitolo che i magistrati vogliono approfondire. Per questo prossimamente convocheranno in Procura China. Vogliono farsi ripetere quanto detto in Tv e cercare di capire quanto di vero ci sia nel suo racconto. Se servirà, ma più in là, per chiarire questa questione potrebbe anche essere riascoltato Marrazzo. Sarà interrogato nuovamente anche Jennifer, il trans che aveva una relazione con il pusher Gianguerino Cafasso. Era con lui quando morì stroncato da una dose di eroina «mascherata» da cocaina in un motel sulla via Salaria a fine settembre. I pm aspettano i risultati definitivi degli esami tossicologici per scrivere la parola omicidio anche su questo fascicolo. E a quel punto il ruolo di Jennifer potrebbe non essere più quello di testimone.