Da Brera al Broletto di Pavia Giovani artisti sulla «metamorfosi»

Parla di mutamento e (tras)migrazione la collettiva in programma allo Spazio per le arti contemporanee del Broletto di Pavia. «Passaggi di Stato. (S)materializzazioni di mondi poetici» (a cura di Matteo Bergamini) propone (fino a domenica 22 febbraio) le opere di dieci giovani artisti, tutti provenienti dall'Accademia di Brera. Filo conduttore, la variazione. Un metamorfosi però che, al contrario del titolo, non si presenta sottoforma scientifica ma poetica. «Il passaggio di stato dell'arte - spiega Bergamini - è una trasmigrazione del reale e della sua poco interessante vita, dalla piatta superficie di ciò che si manifesta a un altrove in grado di rimandare a una serie, se non infinita quanto meno numerosa, di nuove possibilità di significato. Basta saper accettare le conseguenze della trasformazione (totale o parziale), che mette inevitabilmente in discussione le basi prestabilite dell'esistenza». Come succede in fisica, dove gli elementi mutano in base all'energia che viene loro trasmessa o negata, così fa l'artista: prestabilito un oggetto, decide quale nuovo senso attribuirgli. «È un po' la vecchia lezione di Duchamp, e le opere che ho scelto per la mostra, poetiche e visionarie, cercano in qualche modo di scardinare la logica della convenzionalità dell'arte». Foto, video e installazioni mettono in luce il rovescio misterioso dell'anima di un corpo, la possibilità magica che hanno determinati oggetti nella narrazione di una storia che comunemente non parrebbe appartenergli.