A Brera Rubano un quadro di Severini da una galleria: vale due milioni

Furto in un caveau di una Galleria di Brera, in via Fiori Chiari. Ignoti si sono impossessati dell’opera «Dinamismo plastico» di Gino Severini, esponente del movimento artistico del Futurismo. Ad accorgersi del furto sono stati i dipendenti della galleria, ieri alle 18, quando sono entrati nel caveau per mostrare il quadro a un possibile acquirente e si sono resi conto che sotto la carta dell’imballaggio c’era solo la cornice.
L’opera, realizzata nel 1913, hanno spiegato alla polizia i responsabili della galleria, ha un valore di qualche milione di euro.
«I dipendenti accedono giornalmente al caveau, come in una stanza da dove entrano ed escono - hanno spiegato loro stessi ieri pomeriggio agli investigatori -. Poiché il quadro era coperto dalla carta d’imballaggio e la tela non era immediatamente visibile, riteniamo che possa essere sparito qualche giorno fa».
L’artista - amico del teorico e principale esponente del movimento futurista, nonché maggior esponente dell'arte futurista italiana Umberto Boccioni - nacque in Toscana, a Cortona (Arezzo) nel 1883 e morì 83enne a Parigi, la città dove a 30 anni aveva sposato la figlia dell’artista Paul Fort, Jeanne e dove vivrà gran parte della sua vita.
Avvicinandosi alla pittura francese e in special modo al Cubismo, i soggetti tipici dei quadri futuristi di Soderini sono l’ambiente colorito e luminoso, allegro dei caffè e delle sale da ballo. In queste opere il moto, la luce i colori distruggono la materialità dei corpi e la realtà parigina viene percepita in modo astratto, con contrasti di colori per lo più compatti.
Alla foga di Boccioni Severini sostituisce il brio, la leggerezza, l’eleganza e la bellezza.