Brera si rifà il look, sfratta le cartomanti e sogna i fasti antichi

Brera cambia faccia. Un tempo era la zona più suggestiva e affascinante di Milano, una piccola Montmartre, con le sue viuzze strette e acciottolate, affollate di turisti e belle signore che passeggiando davano un'occhiata alle bancarelle e una al futuro, interrogando le cartomanti nella speranza di qualche buona nuova. Un quartiere pervaso di storia, di arte e di cultura, con la Pinacoteca e l'Accademia. E i locali con i loro tavolini lungo le stradine e gli artisti che mettevano in mostra le loro opere. Poi l'invasione dei lunghi teli bianchi dei vu’ cumprà con allineate borse e borsette. Tanti colori, alcuni disagi, ma tanta magia. La magia soprattutto, grazie alle signore dei tarocchi, vero simbolo del quartiere più pittoresco della città. Erano circa una trentina, ma dove sono finite? Dove sono tutte quelle affascinanti rivelatrici di misteri che all'imbrunire spuntavano lungo le stradine per vendere sogni? E dov'è quella piccola Parigi milanese? Quel teatro a cielo aperto? Brera si è addormentata?
Oggi le cartomanti saranno una decina, al massimo quindici, con i loro tavolini con appoggiate le candele qua e là e quei tarocchi un po' sgualciti. Giulia, astrologa, legge le carte in Brera dal 1991. «Non è più come prima, la sera è frequentato soprattutto da giovani, e i giovani hanno pochi soldi da spendere, fanno poche domande, magari sulla scuola o il lavoro e sull'amore». L'amore, passano gli anni ma quello ha sempre la precedenza su tutto, per giovani o meno giovani. «Anni fa i clienti offrivano denaro spontaneamente per conoscere il loro futuro; ora non puoi chiedere più di 15 o 20 euro. Qualche cartomante si accontenta addirittura di un caffè o un aperitivo al bar».
E poi nessuno ama più andare a fondo nella lettura delle carte, sono colloqui brevi e, soprattutto, sono pochi, al massimo otto a sera. Fortuna che in tanti anni di attività i clienti restano fedeli: «Molti mi chiamano al telefono per le vicende di cuore, ma anche per chiedermi della loro salute, altri ancora li ricevo personalmente o vado a trovarli, sono vecchi clienti che ormai si fidano di me. Qui si lavora soprattutto il venerdì e il sabato, e si lavora proprio bene quando ci sono le fiere a Milano, perché ci sono molti turisti che hanno voglia di spendere e a cui piace ancora venire qui a sognare».
Ma l'atmosfera non è più la stessa, il fascino della Brera dei tarocchi non c'è più. Hanno tentato di sfrattarle più volte, e ora che le cartomanti se ne vanno da sole portano via anche la loro magia e lasciano un vuoto in tutto il quartiere. «Forse la gente ci crede di meno», ironizza Eleonora Scaramucci, presidente dell'associazione di quartiere Brera. In realtà è impossibile negare che il quartiere sia cambiato: «Molti locali hanno chiuso, molti altri hanno vita difficile perché hanno problemi con i residenti; io abito in questa zona e spesso la sera la via è deserta. E poi ci sono i quartieri nuovi che attirano le persone». Ma la Brera conosciuta in tutto il mondo non si spegnerà: è già pronto un progetto di rivalutazione e riqualificazione dell'intera zona, da via Cusani a corso Garibaldi, che prevede interventi di illuminazione e arredo urbano e la creazione di veri e propri distretti commerciali. «Una piccola Carnaby Street londinese - continua la stessa Scaramucci -, perché Brera torni a vivere e a essere quella di una volta».