Brera, ultimatum del Comune agli abusivi

L’assessore alla Sicurezza: «I venditori devono autoregolarsi. Se no via ai controlli»

Chiara Campo

Due soluzioni: o si mettono d’accordo, e diventano almeno un terzo di quanti sono ora, oppure verranno cacciati via tutti. Soggetto in questione, gli abusivi che stanno diventando l’incubo dei residenti a Brera, perché da un mese la loro invasione ha superato i limiti. «La polizia locale - spiega l’assessore comunale alla Sicurezza, Guido Manca - sta prendendo contatti con i vu’ cumprà più “importanti”, perché garantiscano una presenza meno invasiva, tollerabile, sebbene fuorilegge». Manca ammette che i senegalesi con la loro mercanzia «sono diventati una caratteristica del quartiere, è inutile nasconderlo, fanno parte del folclore e molta gente frequenta Brera proprio per questo». L’assessore, quindi, spiega che dopo la riunione del comitato interforze a Palazzo Diotti, durante la quale il prefetto sollevò l’attenzione sul quartiere, i vigili «si stanno avvicinando a questi “capi”, per vedere se è possibile ritornare ad un modus vivendi sopportabile anche per i residenti». Manca non ha dubbi che, ora come ora, «la presenza degli extracomunitari è invasiva, diverse decine ogni sera. Non è più tollerabile, specie considerando che si tratta di viuzze strette, e anche il semplice passaggio è diventato difficile». In base ai contatti e ai dati raccolti dalla polizia municipale in questi giorni «cercheremo di capire cosa prevedere a Brera per l’estate: se gli abusivi non si daranno un’autoregolamentazione, passeremo alle vie di fatto». Cioè: «Linea dura, con pattugliamenti pre-serali che bloccheranno agli ingressi chi non possiede il permesso di occupazione del suolo pubblico». Tra il 2004 e i primi quattro mesi dell’anno, polizia, vigili e carabinieri hanno eseguito 155 pattugliamenti nelle vie intorno a Brera, «ma non è stato effettuato nessun sequestro - precisa Manca -, perché l’obiettivo era quello di inibire il posizionamento dei vu’ cumprà».
Trovare una soluzione al problema prendendo contatti con gli extracomunitari più «potenti», però, è una strada che non piace per niente all’assessore al Commercio Roberto Predolin: «Non la condivido, non mi interessano accordi con gli abusivi e non posso legittimare trattative di questo genere. Non si patteggia con chi opera nell’illegalità». La vendita di merce falsa, come fa presente l’avvocato Daniela Mainini, presidente del Centro studi anticontraffazione, «a Milano nell’ultimo decennio ha registrato un aumento del 300 per cento, ed il fenomeno è in continua crescita. Brera è uno dei punti più critici, insieme ai Navigli e corso Vittorio Emanuele. Purtroppo finora la repressione di fatto non c’è stata, anche se è un reato perseguibile d’ufficio». E le grandi aziende di moda? «Non ricorrono sufficientemente alla giustizia - afferma l’avvocato Mainini -, o lo hanno fatto in passato e ora sono demotivate, perché la situazione non è cambiata».

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