Brescia, vendevano armi naziste al mercato: condanne per 14 anni

I quattro uomini avevano un vero e proprio arsenale della Seconda guerra mondiale non denunciato, incastrati da un carabiniere in borghese

Una vera e propria Santa Barbara di armi naziste in vendita al mercatino dell’usato e dell’antiquariato. A Roncadelle, nell’hinterland bresciano, quattro uomini - un 53enne, un 60enne e due ultrasettantenni, tutti residenti nella provincia - avevano messo in bella mostra un arsenale perfettamente funzionante: tre mitragliatori Mg, tre Mab, una dozzina di pistole, sei altre mitragliatrici e una decina di fucili, ma anche un cannone anticarro e più di 10mila munizioni. Tutto marchiato SS. Tutto irregolarmente detenuto.

I quattro tentavano di vendere i reperti della Seconda guerra mondiale quando sono stati incastrati da un carabiniere in borghese che si aggirava tra le bancarelle. Inizialmente l’appuntato si è finto un infermiere e ha chiesto ai venditori informazioni sulla “merce”. Confidando di non potersi permettere l’acquisto, il militare sotto copertura ha coinvolto un finto chirurgo - in realtà un maresciallo - che sarebbe stato fortemente interessato all’acquisto delle armi irregolari.

Dopo l’arresto i quattro sono stati condannati in totale a 14 anni: tre di loro hanno deciso di patteggiare, mentre uno è andato a processo. I giudici hanno ordinato la confisca delle armi, che avrebbero fruttato decine di migliaia di euro al mercato nero, e ha disposto la loro donazione al museo della Seconda guerra mondiale di Felonica, nel Mantovano.