La Bresso e gli sprechi in Piemonte

Spreco (dal dizionario della lingua italiana Devoto-Oli): Uso eccessivo o ingiustificato;... tagliare gli s., impiegare meglio le risorse di un’azienda o il denaro pubblico.
È questo il concetto di spreco che ho sempre cercato di combattere nella mia attività di amministratrice. Ed è questa l’idea guida anche nell’azione che da qualche mese ho intrapreso insieme alla maggioranza di centrosinistra alla Regione Piemonte. Per questo abbiamo deciso di ridurre i compensi e i numeri degli amministratori delle società controllate dalla Regione, laddove la precedente amministrazione li aveva portati a livelli eccessivi; per questo stiamo procedendo alla cancellazione delle società inutili o improduttive; per questo i tre consulenti della presidente guadagnano una cifra complessiva pari a circa il 50% di quanto guadagnassero le stesse figure professionali con la precedente amministrazione; per questo abbiamo scelto di passare ad auto (nel rinnovo del contratto di noleggio) di una categoria inferiore a quella in uso fino a oggi; per questo io ho scelto di utilizzare un albergo di categoria inferiore rispetto a quello usato dal mio predecessore Enzo Ghigo; per questo ho avviato una discussione sulla possibilità di ridurre anche le indennità accessorie per assessori, consiglieri ed ex consiglieri...
E per questo, per la condivisione sull’importanza della questione morale nell’azione politica, ho accolto positivamente gli inviti del segretario nazionale Ds, Piero Fassino. Rispolverando e mescolando qualche blanda dichiarazione del centrodestra piemontese, il suo giornale mi ha messo sul banco degli accusati per quanto riguarda la polemica sugli sprechi nelle amministrazioni pubbliche. Mi permetta, allora, dopo avere puntualizzato in che cosa consista a mio parere la lotta agli sprechi, di rispondere ad alcuni dei rilievi che mi vengono mossi. È vero, ho aumentato da 12 a 14 il numero degli assessori e ho scelto di separare nettamente Giunta e Consiglio, chiedendo agli assessori che fossero anche stati eletti di rinunciare alla carica di consigliere. Si tratta di una scelta annunciata apertamente in campagna elettorale, che ha una spiegazione concreta e operativa nel fatto che ritengo fondamentale separare, per il buon funzionamento dell’ente e della democrazia, il potere legislativo e di controllo del Consiglio regionale da quello esecutivo della Giunta. Mi sembra un concetto, magari non condivisibile, ma ben lontano dal concetto di «spreco». E mi piace sottolineare il fatto che questa scelta, oltre a essere condivisa da tutta la maggioranza, lo fosse anche dall’opposizione. Tanto è vero che in campagna elettorale, al mio annuncio, l’ex presidente Ghigo disse che era una soluzione a cui loro avevano già pensato, che non lo avevano ancora fatto semplicemente perché all’ultima elezione non se ne era parlato preventivamente...
Venendo ai compensi degli assessori e dei consiglieri, questi sono stati stabiliti dalla precedente amministrazione e non sono certo responsabilità mia. Per quel che mi riguarda, come detto, sto cercando di lavorare perché si possa arrivare a una riduzione.
Altro capitolo molto interessante è quello delle consulenze. Gli 850mila euro sono in realtà accantonamenti in base alle richieste giunte dagli assessorati - per tutto l’anno - e non spese già effettuate. Ma la parte più curiosa è questa: nei primi tre mesi del 2005, quelli in cui era ancora in carica, l’amministrazione di centrodestra guidata da Enzo Ghigo ha speso 2 milioni e mezzo di euro in consulenze. Circa il triplo di quanto noi abbiamo reso disponibile per il resto dell’anno (nove mesi). Come minimo, noi abbiamo «sprecato» di meno.
Mercedes Bresso
Presidente della Regione Piemonte