Brevetti, Frattini alla Ue: trilinguismo inaccettabile

Il titolare della Farnesina contro l'Ue: "Il ricorso alla cooperazione
rafforzata è inaccettabile e divisivo oltre
che incompatibile con i principi e il funzionamento del mercato
interno". Ieri lettera congiunta di Berlusconi e Zapatero: "Profondamente contrari"

Bruxelles - Tre lingue per i brevetti: inglese, francese etedesco. L'italiano è stato tagliato fuori, sebbene il Belpaese sia uno degli Stati con una maggior percentuale di brevetti. Il ministro degli Esteri Franco Frattini non ci sta e accusa apertamente Bruxelles: "Il trilinguismo è inacettabile perché lede il mercato interno".

La protesta di Frattini Il titolare della Farnesina guarda con estrema preoccupazione all’iniziativa di alcuni Stati membri dell’Unione europea volta a utilizzare il meccanismo della cooperazione rafforzata previsto dal Trattato di Lisbona per introdurre il regime del trilinguismo nel brevetto europeo. "Riteniamo il ricorso alla cooperazione rafforzata - spiega Frattini - inaccettabile e divisivo oltre che incompatibile con i principi e il funzionamento del mercato interno". "La cooperazione rafforzata - continua il ministro degli Esteri - è stata concepita per far avanzare l’Europa, e non per forzare o aggirare i normali meccanismi democratici comunitari".

La necessità di un brevetto comunitario L’Italia ha sempre sostenuto la necessità e i vantaggi di un brevetto comunitario per rafforzare la competitività delle imprese europee ed è in questo spirito che ha collaborato con spirito costruttivo con la presidenza di turno dell’Ue per condurre il negoziato sul regime delle traduzioni del brevetto Unione europea verso una soluzione equilibrata, dando piena disponibilità anche per il regime linguistico più semplificato ed economico per tutti, che potesse essere approvata all’unanimità come prescrivono i Trattati. Frattini spera che, "già a partire dal Consiglio competitività di domani, sia compiuto da tutti un ulteriore sforzo per raggiungere un compromesso a Ventisette su una questione di estrema importanza politica e sulla quale l’Europa, nell’interesse di tutti, non può, né deve dividersi".

La lettera di Berlusconi e Zapatero Già ieri pomerihggio l'Italia e la Spagna si erano unite per protestare duramente contro la decisione avanzata da Bruxelles. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e il premier spagnolo, Josè Luis Zapatero, avevano chiesto ufficialmente con una lettera a tutte le cancellerie europee di mettere la questione del brevetto comunitario all’ordine del giorno del Consiglio Ue della prossima settimana. Entrambi si erano dichiarati nettamente contrari alla proposta di ricorrere alla procedura della cooperazione rafforzata.