La Bri: crisi peggiore del previsto

da Milano

Le svalutazioni operate dalle società finanziarie a seguito della crisi dei mutui subprime erano pari, a maggio 2008, a 161 miliardi di dollari, un valore ampiamente superiore agli utili messi a segno dalle stesse società nell’anno 2007. È quanto emerge dalla relazione annuale della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), in cui si sottolinea come ingenti siano state le opere di ricapitalizzazione: le banche commerciali hanno raccolto sul mercato 169 miliardi di nuovo capitale, mentre quelle di investimento 24 miliardi. Nell’analisi della «banca delle banche centrali», trovano ovviamente spazio anche le prospettive per l’economia mondiale. Non sono favorevoli, dice la Bri, perché l’interazione fra la turbolenza nei mercati finanziari, il rallentamento della crescita in termini reali e l’aumento temporaneo dell’inflazione sembrano destinati «a provocare un rallentamento mondiale più profondo e durevole di quanto sembrino indicare le opinioni prevalenti». «Un’imprudente ed eccessiva crescita del credito», continua il rapporto, è la causa principale della crisi attuale, ma le centrali devono essere vigili sui tassi e tenerli alti per fronteggiare l’inflazione, anche se il rallentamento economico dovesse essere pesante. Insomma, la Bri sembra incoraggiare la Bce a prendere giovedì prossimo la decisione di aumentare il costo del denaro, senza lasciarsi condizionare dalle pressioni politiche.