Dalla Brianza a Londra per avere il matrimonio gay

Le prime nozze omosessuali di un italiano

Marco Pirola

da Concorezzo (Milano)

Dalla Brianza a Brighton, Inghilterra, per un matrimonio «diverso». Sulle orme di sir Elton John. Giovedì 29 dicembre, Massimo Redaelli, 36 anni, commesso in un negozio di strumenti musicali, da dieci anni trasferitosi nel Regno Unito, è entrato nel «piccolo» annuario della cronaca. È il primo omosessuale italiano a regolarizzare la propria unione matrimoniale con Nick, il suo fidanzato di sempre. La coppia ha coronato un sogno cullato da tempo approfittando della nuova legislazione britannica sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Una cerimonia senza sfarzo che segue di una settimana lo sposalizio ben più famoso di Elton John, avvenuto nel Municipio della stessa cittadina.
Massimo e Nick, 46 anni, inglese, si sono uniti con rito civile otto giorni dopo l'entrata in vigore della legge. Una cerimonia molto semplice alla presenza di sole 14 persone, tutti parenti dello sposo inglese, culminata con una lettura di un brano del Simposio di Platone e in sottofondo la musica di Bach. Dalla Brianza non è arrivato nessuno, anche se Massimo ci contava molto. I genitori, pur accettando la sua omosessualità, hanno ritenuto il «passo» troppo lungo. Poco più di 100 sterline, due firme, più altre due dei testimoni, la lettura delle legge da parte del funzionario della municipalità e i due sono sposi. Almeno per la legge inglese. Niente viaggio di nozze, nessuna intenzione di adottare figli (anche se la normativa lo prevede), solamente il punto di arrivo di un percorso iniziato 15 anni fa sull'isola di Mykonos in Grecia. Un'amicizia non ostacolata dai genitori, che lo hanno sempre lasciato libero di decidere. «Posso definirmi una persona felice, soddisfatta e serena - commenta Massimo Redaelli -, ma solo ora, dopo essermi trasferito in Inghilterra. A Concorezzo non era possibile vivere la mia condizione in modo sereno e alla luce del sole. La mia testimonianza sta ad indicare la serenità che esiste per noi, purtroppo lontana dalla terra brianzola». Per sua scelta, anche se la normativa glielo consentiva, Massimo Redaelli ha mantenuto il cognome italiano.
Quello celebrato il 29 dicembre è il primo matrimonio gay che coinvolge un italiano. La legislazione ha valore solamente nel Regno Unito. Tutti quanti lo chiamano «matrimonio omosessuale», anche se la definizione esatta è Civil partnership, unione civile. La legge è stata approvata il 21 novembre 2004, ma è entrata in vigore il 19 dicembre del 2005. Con la sottoscrizione dell'Unione le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali. Sono previste tutta una serie di facoltà. Tra queste la possibilità di adottare figli, prendere il cognome del partner ed anche stipulare un'assicurazione sulla vita indicando come beneficiario il consorte. Oltre, naturalmente, ad ereditare automaticamente.