Briatore batte anche gli 007 di Visco

Blitz della Finanza tra i libri contabili del Billionaire: nessuna irregolarità e incassi stratosferici Il locale ha fatturato 8 milioni di euro in un solo mese

da Milano

Veline, tronisti, attori, piloti, miliardari e starlette. Questa la fauna che popola i lussuosi divanetti del Billionaire, il locale-simbolo della bella vita in Sardegna. Da questa estate, però, una nuova categoria ha preso di mira il regno di Flavio Briatore: gli esattori delle tasse.
Già, perché - come ha rivelato il quotidiano economico Italia Oggi - l’8 agosto il re della Costa Smeralda si è visto invadere il locale dagli uomini del viceministro Vincenzo Visco: ufficiali della Guardia di Finanza e funzionari dell’Agenzia delle entrate per spulciare i libri contabili, alla ricerca di qualche dimenticanza per la quale staccare saporite multe.
Tempo (quasi) sprecato. I conti di Briatore sono candidi come la sua curatissima chioma argentata e come il lino di cui si vestono i suoi clienti super chic. Gli 007 del fisco, infatti, non hanno rinvenuto alcuna irregolarità. Semmai, si saranno un po’ irrigiditi di fronte a qualche curiosità, come il conto di 120mila euro presentato a un tavolo. Scuotendo poi la testa ammutoliti di fronte alla mole di affari del Billionaire: quasi 8 milioni di euro di incassi in meno di un mese, a partire dall’apertura estiva del 13 luglio. Insomma, l’unica cosa che i funzionari dell’Erario hanno portato a casa da «Briatorelandia» è stata una buona dose di invidia per il senso di Flavio per i soldi.
Una predisposizione agli affari (in Inghilterra si dà ormai per certo l’acquisto da parte di Briatore del club calcistico londinese del Queens Park Rangers) che fa discutere, ma che si dimostra rigorosamente ligia alle leggi. Lontani i tempi della protesta contro la tassa sul lusso voluta dal governatore della Sardegna Renato Soru. Il Briatore che si avvicina alle nozze con Elisabetta Gregoraci è un imprenditore irreprensibile. Così il raid dei finanzieri - che sulla scia degli accertamenti a campioni dei motori come Fisichella, Capirossi e Valentino Rossi, pensavano di pizzicare un nuovo evasore supersonico - è stato poco fruttuoso.
La tendenza degli agenti del fisco è quella di passare al setaccio i conti dei vip, che di punto in bianco si trovano sotto torchio e sbattuti in prima pagina. Se per caso al Billionaire fossero state riscontrate tre irregolarità, però, Briatore avrebbe rischiato addirittura la chiusura del locale per un periodo da tre giorni a sei mesi. Così recita il decreto legge fiscale n° 262/2006.
Invece, in casa Briatore le carte si sono dimostrate tutte in regola. Le carte di credito, si intende.