Briatore incastrato dal saluto nazista

Benny Casadei Lucchi

Meno male che ieri a Melbourne la Ferrari ha pasticciato (incidente di Massa e Schumi tradito, prima da una ventola rimasta attaccata alla macchina, e poi da una pioggerellina che ha vanificato il suo giro). Meno male che i suoi ragazzi, Fisichella e Alonso, erano in prima e seconda fila, stamane all’alba, al via del Gp d’Australia. Perché ieri Flavio Briatore aveva ancora un diavolo per capello brizzolato. Colpa della Bild, il giornale popolare, molto popolare, assurto a bibbia della F1 da quando Schumi bazzica l’Italia; giornale che resta comunque un fritto misto di storie a metà tra lo scandalistico e il molto scandalistico. Però la foto c’è e per chi conosce patron Flavio Briatore non vi è dubbio che si tratti di posa scherzosa per salutare il collega gran capo della Mercedes, Norbert Haug. Foto scherzosa ma, dati i tempi, di dubbio gusto, e implacabilmente immortalata dal fotografo di turno. Nel mondo stramediatico della F1, il manager piemontese, gran conoscitore dei devastanti meccanismi della comunicazione globale, avrebbe dovuto starci attento, ma tant’è: non l’ha fatto. E click, la foto ha fatto il giro della Germania e non solo.
Dice: «Se ho offeso qualcuno, ovviamente chiedo scusa, non ne avevo l’intenzione». Dice anche: «Mi sembra una str... una stupidaggine... È evidente che si tratta di una montatura, io stavo salutando e ho alzato il braccio. Se poi qualcuno vuole ricamarci sopra cose ridicole non è colpa mia. È comunque una cosa di cattivo gusto, un’idea idiota». E ancora: «Mi tutelerò nelle sedi opportune, ma chi si è offeso non credo abbia capito nulla. Credo invece che quella foto sia stata pubblicata in malafede: malafede del fotografo e del giornale».
La Bild titolava: «Il saluto di Hitler davanti al box Mercedes»; e, riferendosi a Briatore: «Ma che cosa gli è passato in mente?... È uno scherzo stupido per cui dovrebbe scusarsi...». Quindi, in una didascalia: in Germania il saluto hitleriano è vietato e viene punito con pene fino a tre anni di carcere». Sul giornale tedesco compare anche una dichiarazione dell’assistente di Briatore, Patrizia Spinelli: «Flavio a volte fa il clown, inventandosi degli scherzi senza pensarci. Il gesto non aveva alcuna motivazione politica né una connotazione razzista». E su questo, francamente, non c’era e non c’è alcun dubbio.