Briatore: «Ribatto la Ferrari e scappo in moto in America»

«Che bello: i francesi guidati da un italiano meglio degli italiani guidati da un francese. Schumacher continua solo se vince. Io dopo Ecclestone? Mai dietro la scrivania»

Tony Damascelli

Oggi a Montecarlo tutte le notizie sulla Renault. E non solo. Quando c’è di mezzo Flavio Briatore non c’è principe o principessa che tengano. C’è lui e attorno molte api che ronzano, c’è una macchina che ha vinto il mondiale ma sulla quale si sussurrano tante cose, c’è un pilota, Alonso, che è campione assoluto ma ha già consegnato le chiavi perché a fine giri se ne andrà. E allora tocca all’uomo di Verzuolo fare e dire, spiegare e illustrare.
Da dove vuole incominciare?
«Dai titoli che abbiamo vinto. Dobbiamo difenderli e logicamente siamo diventati il team da battere, tutti contro di noi. Ma ho fiducia dopo le prove, i valori sono interessanti. Ci sarà qualche sorpresa».
In che senso?
«La Bar, ad esempio che mi sembra competitiva».
Le altre pure.
«Ferrari e McLaren, stop, il resto non conta niente, è poca cosa».
Con i nuovi regolamenti.
«Se sono uguali per tutti allora va bene, migliorerà lo spettacolo, sarà più attraente per chi lo guarda. E non ci saranno più scuse nemmeno per la Ferrari. I costruttori, del resto, stanno già pensando al 2008, alla nuova Formula 1».
Anche la Renault?
«Noi stiamo valutando esattamente le regole, i costi, le entrate. Finalmente registriamo un contenimento delle cifre di uscita mentre le entrate aumenteranno».
Stiamo valutando significa che Renault potrebbe anche andarsene, così si dice.
«Sono convinto che Renault non uscirà dalla F1, siamo nella stessa condizione di Toyota, Mercedes, Honda, Bmw. Siamo vicini a un accordo commerciale che porterà altri soldi».
Da chi?
«Dai promotori dei gran premi, da Ecclestone. Vogliamo restare protagonisti. Le voci sono nate stranamente con il cambio al nostro vertice, con l’arrivo di Carlos Goshn. Abbiamo annunciato in conferenza stampa che i risultati dovranno essere proporzionali agli investimenti. Ci siamo. E vedo che anche la Ferrari è sulla nostra linea. Dobbiamo pensare in che mondo viviamo».
In che mondo viviamo?
«Agli spettatori interessa la corsa e basta. Non c’è stato uno, che sia stato uno, che mi abbia telefonato per sapere che tipo di cambio o di sospensione avessimo utilizzato. Il pubblico vuole vedere sorpassi, gara, spettacolo. Con il cinquanta per cento dei tagli si correrà meglio e aumenteranno anche i profitti che dovranno essere gestiti da un manager».
Per esempio Briatore, così, a caso.
«No, dietro la scrivania mai. Sono concentrato sul 2006, nella vita vedo il presente, non fuggo in avanti».
Storie. Anche alla Ferrari dicono di non sapere nulla del 2007, con molti contratti in scadenza.
«Strano, sono già d’accordo per la nuova F1 del 2008».
Lei conosce benissimo Schumacher: che fa, lascia o raddoppia?
«Se ha la macchina competitiva continuerà. Del resto ci sono soltanto quattro piloti veri: Schumi, Montoya, Raikkonen, Alonso. Poi qualcosa potrebbero dire Fisichella e Barrichello. Ma Schumacher è fisicamente integro e la sua testa è ok. Non dovete trascurare un’altra questione».
Quale?
«Che fanno questi signori quando scendono dalla macchina e si ritirano? Senza F1 non sarebbe più Michael Schumacher. Penso che per altri due anni sarà ancora lui, sempre che abbia la motivazione, dunque la macchina per vincere. Io li voglio battere, sarebbe fantastico, i francesi guidati da un italiano che superano gli italiani guidati da un francese. Già fatto».
Ovvio parlare di Valentino. Briatore&Rossi sarebbe la coppia ideale, non soltanto per la tecnica, l’esperienza. Proprio come immagine.
«Valentino è un fenomeno, ho un grande rispetto per lui, se di Alonso o Schumacher ne nasce uno ogni dieci anni per avere un Valentino occorrono quindici anni. La F1 ha bisogno di star mondiali, ma Valentino deve essere competitivo. Lavorare con lui sarebbe un piacere immenso, la sua filosofia è simile alla mia. Il pilota, un pilota come Rossi, è il primo promotore della macchina, dunque della stessa F1. Certi piloti invece prendono e poi non danno nulla. Valentino mediaticamente è una bomba».
Che cosa pensa di Felipe Massa?
«È giovane, non ha mai avuto grandi macchine e stare vicino a Schumi non è facile».
Alonso l’ha tradita.
«Alonso e Dennis hanno annunciato con un anno di anticipo la loro decisione. Eticamente non sono stati perfetti, non hanno avuto molta classe. Con Schumacher annunciammo insieme, ad agosto, il suo passaggio alla Ferrari. Ma la McLaren ha bisogno di fare cose, di muovere l’aria, annuncia Montoya, annuncia Alonso così fa dimenticare le sconfitte, come fanno certe squadre nel calcio, per esempio l’Inter».
Lei continua a essere un personaggio scomodo.
«Ho vinto due mondiali con due team diversi, mai successo prima, ho portato al successo Ligier, Benetton, Renault, mai visto prima. Voglio essere giudicato per questo. E fino alle dieci di sera. Poi è roba mia».
Per gioco Briatore trova la lampada di Aladino ed esprime un desiderio...
«Se è per questo ho diverse lampade. Vorrei partire per due mesi, senza telefonino, in moto, coast to coast in America».
Da solo?
«Beh, con amici».
Ha avuto più donne o piloti?
«Donne, ma a differenza dei piloti non in scadenza di contratto».