Briatore: dopo Schumi e Alonso scoprirò un altro

nostro inviato a San Paolo

Prima del via, sulla griglia, Flavio Briatore e Willi Weber - il manager di Schumi che nel ’91 gli fece firmare il contratto con il gran capo dell’allora Benetton e poi, dopo aver vinto due titoli mondiali, quello con la Ferrari nel ‘95 - passeggiavano a braccetto, parlando fitto, come a ricordare i vecchi tempi. E dopo la corsa, dopo il secondo posto di Alonso, dopo aver conquistato il secondo titolo mondiale consecutivo e il secondo campionato costruttori, il manager di Cuneo, quasi la chiacchierata con Weber lo avesse riportato ai vecchi tempi, ha detto e svelato: «Fernando forte come Michael? Due titoli conquistati con me e poi il passaggio ad un altro team? Sì, Alonso è di certo l’erede di Schumi. Ma vi avviso: io l’anno prossimo scoprirò l’erede di Fernando». È una promessa.
Briatore fa anche di conto: «Sette titoli mondiali in dodici anni di corse (mette giustamente assieme sia i piloti, sia i costruttori) è un risultato meraviglioso. Questo campionato è stato più difficile di quello del 2005, perché abbiamo lottato contro un grande Schumacher e aver battuto lui e la Ferrari ci riempie di soddisfazione. E pensare che con la rottura di Monza credevamo che fosse ormai tutto finito, poi anche i problemi in Cina; ma finalmente è arrivata Suzuka. Lì abbiamo compreso che ce l’avevamo quasi fatta». Seguono i complimenti al campione tedesco che lascia le corse: «Lui è un grande, lo sappiamo tutti... se fa bene a ritirarsi quando ancora è al top? Fa benissimo, dovremmo prendere tutti esempio da lui».