Brignano studia da Fiorello

O la va o la spacca. Dev’essere questo il pensiero di Enrico Brignano, il comico romano che si sta giocando tutte le carte in un colpo. Di questi tempi non c’è showman più presente in tivù di lui. Se non ci è sfuggito, è mancato solo su La7. Punto fermo delle nuove Iene su Italia Uno dove alla ripresa sarà affiancato da Teo Mammuccari e non più da Luca Argentero. Ma a quel punto chi sarà il monologhista? Protagonista con Alessandro Gassman di Natale per due, il telepanettone prodotto da SkyUno. L’altra sera, invece, ha strappato un nove per cento abbondante di share con Tutto quello che non vi ho detto, lo spettacolo teatrale che nei mesi scorsi ha girato l’Italia ed è stato ripreso e ritrasmesso da Raidue. Un one man show sul costume degli italiani, tra dialetti e tic regionali (suo cavallo di battaglia), «quello che siamo e quello che vorremmo essere», tra quotidianità domestica e ambizioni sessuali, parodiate con il disincanto e la veracità tipici della comicità romana. Gli equivoci, le megalomanie e le furbate italiote per conquistare Simona Samarelli, scosciatissima prostituta che vuol cambiare vita nella notte sbagliata. E poi ancora il sogno di un corteggiamento da vincente, condito di charme potere e mistero, sul quale però scorre un inaspettato the end. Lo show batte le piste del grottesco più che dell’ironico e si ha la sensazione che la confezione teatrale sia quella più adatta per un comico che non ha la modernità di Checco Zalone né la carica provocatoria di Corrado Guzzanti. Brignano ha studiato Fiorello, di cui però non possiede la classe e la versatilità canora. È eclettico, mixa i linguaggi, ce la mette tutta per superare la soglia del bravo outsider e ritagliarsi un posto nella primissima fila della risata italiana. Questa potrebbe essere la stagione decisiva. Perciò, o la va...