Brignoli, l’allenatore uscito dal «cesto»

Alessandro Ogliani

Con la partita di coppa del 30 agosto inizia la stagione sportiva dell'Effe2000 di basket. La compagine genovese della famiglia Fertonani sarà guidata dal nuovo allenatore Andreas Brignoli che fino qualche mese fa è stato protagonista sul campo della promozione in serie B.
Come vivi questa nuova avventura da allenatore?
«Per me è un'esperienza nuova, è stata una sorpresa la richiesta della famiglia Fertonani ma affronto il tutto con decisione e grande entusiasmo».
Dopo tanti anni sul parquet, quanto ti mancherà l'agonismo del campo?
«È molto dura, i primi giorni di ritiro quando la società fornisce agli atleti borse, divise, numero... mi ha fatto uno strano effetto. Dovrò lavorare un po’ su me stesso per accettare questo».
Hai avuto tanti allenatori, a chi in particolare ti ispiri come mentalità e gioco?
«Ho avuto la fortuna di avere tecnici preparati, varie scuole come quella americana o jugoslava, da tutti si impara un pò ma trovo fondamentale il dialogo con l'atleta. A tal proposito nel gruppo che gestisco ci sono molti dei miei ex compagni di squadra e questo lo trovo un vantaggio».
Vuoi commentare la recente polemica tra il presidente e l'allenatore uscente Vaccaro?
«Ho vissuto con la società questa vicenda poiché l'anno scorso sono stato anche direttore sportivo della squadra, è chiaro che un allenatore che vince il campionato si aspetti una riconferma ma inizialmente Vaccaro ha rifiutato due anni di contratto e le cose durante la stagione sono cambiate».
Quale è l'obbiettivo stagionale?
«Attaccarci al treno delle migliori che sono Arezzo, Savona, Castel Fiorentino ed Empoli».
Burini, Diana, Ceper, Gaido... l'ossatura della squadra è quella dell'anno scorso, come procede l'inserimento dei nuovi?
«Questo era già un ottimo gruppo, i nuovi sono già integrati ed ora spetta a me assemblare il tutto sotto l'aspetto tecnico».
Per l'agibilità si giocheranno le partite casalinghe in Albaro al Palacus, quali le differenze con via Cagliari?
«Il Palauxilium è sempre stato un catino bollente per gli avversari, cercheremo di far diventare un'arena la struttura di Viale Gambaro».
I Fertonani hanno riportato in alto il nome di Genova nel basket, cosa manca ancora per rilanciare il movimento in questa città?
«È importante la collaborazione tra società, mettere da parte l'invidia e non aver paura che la società più grande “mangi” la più piccola».
Cosa pensi dell'Italia impegnata nei mondiali in Giappone?
«La solita nazionale, poco accreditata alla vigilia, che invece ha mostrato un gioco divertente oltre che talento, merito di coach Recalcati».