Brignone brava solo a metà Regala la storia alla Vonn

SoeldenDesolati ma fiduciosi. Poteva essere un trionfo, un lancio eccezionale per lo sci con l'atleta più attesa di quest'inizio stagione. Niente. Una spigolata e bum. Federica Brignone è finita in terra, di questa gara le resterà come ricordo il netto dominio nella prima manche e una gran botta alla coscia destra.
Ma è andata bene, la caduta poteva fare più danni. Ancora meglio però è andata a Lindsey Vonn, che vincendo il primo gigante dell'inverno è entrata nell'esclusivo club delle atlete capaci di imporsi in tutte le cinque discipline dello sci. Prima di lei solo Kronberger, Wiberg, Kostelic e Paerson. L'americana ha impressionato nel piano finale, è lì che ha vinto la gara, ma è parsa migliorata anche sul ripido: se continuerà così per la coppa generale quest'anno non ci sarà storia. Ieri la sua ex amica del cuore (ora solo rivale), la detentrice della coppa Maria Hoefl-Riesch ha dovuto accontentarsi del 24° posto e quindi di pochissimi punti.
Ma torniamo a Federica. Dalla mia posizione privilegiata di mamma che ne ha raccolto emozioni e impressioni prima e dopo la fatale seconda manche, posso assicurare che l'errore non è stato dettato dalla tensione, come molti pensano.
Fede prima del via era serena e tranquilla, caricata a mille dai distacchi inflitti a tutte nella prima manche (Goergl a 44/100, Rebensburg a 56, Vonn a 82). Se uno è teso sente le gambe rigide e generalmente non esce, ma va piano o fa sbandare gli sci perché non ci sta bene sopra.
Nulla di tutto ciò: «Stavo benissimo e in partenza pensavo che anche in caso di errore dalle tre non sarei uscita.
Non mi andava bene, io volevo vincere, potevo farlo, invece sono volata, pace, sarà per la prossima. L'unica cosa che non rifarei è andare in partenza della 2ª prova tanto presto. In coppa del mondo non mi era mai capitato di partire per ultima nella manche decisiva e ho calcolato male i tempi, l'attesa è stata troppo lunga».
Per l'Italia è stata una giornataccia. Anche Karbon e Moelgg sono uscite, Denise nella prima manche mentre viaggiava sui tempi di Federica, Manuela nella seconda, dopo l'11° parziale, buono per lei visti i problemi fisici che ha avuto in estate e il poco allenamento nelle gambe.
Giornataccia, sì, che lascia però fiduciosi.
Per come hanno sciato Federica e Denise nella prima manche, ma anche perché le loro rivali più forti, Rebensburg (2ª alla fine), Worley (4ª) e Maze (addirittura 23ª) non hanno mostrato progressi preoccupanti.
Oggi in pista ci saranno gli uomini e l'Italia si affida all'esperienza di Max Blardone, l'unico rimasto nei primi 15 mondiali, e Davide Simoncelli, non al massimo della forma per problemi fisici.
Le aspettative sono più basse che per la gara femminile, ma visto com'è finita ieri chissà, magari la ruota gira e ci regala qualcosa di inatteso.