Brignone, vittoria stregata «Ho solo 21 anni: ce la farò»

Nessun rammarico, va benissimo così. Nel gigante di Kranjska Gora Tessa Worley ieri è stata più brava. Certo, dopo 4 secondi posti nel giro di undici mesi, tre in coppa e uno ai mondiali, uno può anche pensare che Federica Brignone non sia una vincente, ma chi la conosce bene (se permettete, da mamma…) sa che non è proprio così, anzi. Un secondo posto in coppa del mondo, tanto per cominciare, vale sempre tantissimo, il secondo consecutivo vale ancora di più e se si considera che giovedì Fede era a letto con un raffreddore che la faceva starnutire ogni venti secondi, le gambe molli e il mal di testa tipici dell'influenza stagionale, allora beh, si può solo dirle brava. Dopo il terzo tempo nella prima manche il grande desiderio era di arrivare giù nella seconda e vedere la lucina verde, ovvero il podio sicuro.
Così è stato, grande gioia anche per me che ero davanti alla tv di casa, anche se due minuti prima c'era stata l'altrettanta gran rabbia per l'errore di Denise Karbon, che era appena dietro a Federica a metà gara. A quel punto mancavano Worley e Lizz Goergl, la potentissima austriaca, che però, viste le caratteristiche del secondo tracciato, faceva indubbiamente meno paura e che infatti è finita ko sul muro finale. Non per niente a mettere giù le porte per la manche decisiva era stato l'allenatore della francese e secondo voi cosa aveva cercato di fare se non favorire la sua atleta e mettere in difficoltà quella che le stava davanti? Per nostra fortuna la piccola grande Tessa (ieri alla sesta vittoria in carriera, a soli 22 anni, complimenti!) ha caratteristiche tecniche molto simili a Federica e a tutte le italiane, che infatti hanno sciato bene (finalmente anche la Gianesini, in recupero dal 30° al 13° posto), salvo sbagliare come la Karbon, eroica a fare quello che fa col ginocchio destro fuori uso. Insomma, solo un errore poteva far finire la Worley dietro a Federica, che sul ghiaccio liscio della pista slovena è stata brava ma non impeccabile, che arrivata al traguardo della seconda manche ha guardato il tabellone e preso il suo numero, il 6, per il piazzamento e ci è rimasta male, salvo poi sentire lo speaker urlare «new leader!» ed esultare.
«Subito però la mia gioia è un po' scemata perché ho visto la Denny (Karbon, ndr) tutta piena di neve e ho capito che le era successo qualcosa, in classifica fra l'altro dietro a me c'erano Rebensburg, Vonn e non lei, quindi…». Ho sentito mia figlia circa un'ora dopo la fine della gara, alle tre e un quarto: «Mamma sbrigati, non ho ancora mangiato» mi ha detto subito e io, «se fossi un giornalista spietato ti direi: ma insomma non vinci mai?». Apriti cielo. «Ma senti un po', c'è gente che è lì da 10 anni e non ce l'ha mai fatta, io è da poco che ci provo, datemi ancora tempo! E poi, dai, volevo che ci fossi anche tu, al prossimo gigante di Soldeu vieni vero?».
Vero. E lì, sui Pirenei di Andorra, le gare di gigante saranno due, su una pista tecnica e difficile come quella slovena. E in ogni caso, se ancora la vittoria non arriverà, andrà benissimo lo stesso, perché, a soli 21 anni, Federica Brignone vanta già un palmares di tutto rispetto, con otto piazzamenti nelle prime 5 di coppa di cui quatto podi, e in più l'argento mondiale. Come ha detto lei: «Datemi tempo, la vittoria arriverà».