«Il brindisi? Un ricordo di mio padre»

(...) ho affidato un ricordo tutto privato, riferito a un episodio risalente all'ormai lontano 1993, quando mio padre commentò l'abbandono delle scene politiche da parte dell'on. Craxi, dicendo che avrebbe brindato il giorno in cui anche Berlusconi avrebbe lasciato la scena pubblica. In memoria di mio padre, prematuramente scomparso 15 anni fa, ho ricordato quel momento, con malinconia verso chi non c'è più, senza odio verso nessuno e senza nessun commento, rivolgendomi a un nucleo di persone a me vicine, di familiari e amici.
Ricondurre, addirittura, alla Fiera di Genova l'opinione di mio padre è un'operazione quanto mai ardita e in mala fede, esattamente come affermare che sarei stata «in piazza a lanciare monetine a Silvio Berlusconi»: affermazione offensiva, in quanto mi attribuisce un gesto di violenza che mai potrei condividere, neppure in forma virtuale.
L'articolista giunge a operare una serie di valutazioni, pesanti e gratuite, sul modo di interpretare il ruolo di amministratore pubblico.
Ritengo, al riguardo, che gli amministratori, pubblici e privati, siano liberi di avere proprie opinioni e che sarebbe terribilmente ipocrita pretendere da loro un'assoluta mancanza di idee per quanto riguarda la sfera politica.
Ciò che, invece, è giusto chiedere a un amministratore è di non essere condizionato nelle scelte e di non subire le pressioni della politica: è questo, precisamente, il mio punto di vista, che ho avuto occasione di mettere in atto, concretamente e non con vuoti giri di parole, anche in precedenti esperienze, come fino a oggi anche questo quotidiano ha riconosciuto.
Come presidente di Fiera, ruolo per il quale non «cerco di accreditarmi», ma che ho accettato e svolgo con impegno e senso di responsabilità, vorrei perciò essere giudicata per le scelte che ho fatto e che farò, insieme ai membri del consiglio di amministrazione, e non per le mie personali opinioni.
Condivido un solo punto dell'articolo del sig. Pistacchi: il rigore nella condotta e la lotta agli sprechi sono atti dovuti in una società pubblica; è una linea di condotta che stiamo già mettendo in atto in Fiera di Genova, con molti interventi che, anche se non pubblicizzati, sono molto importanti in una prospettiva di risanamento e di rilancio.
Invece, dal punto di vista dei cittadini, trovo che sarebbe stato più costruttivo e giornalisticamente più ficcante occuparsi dei debiti della Fiera, che come è noto risalgono al ciclo amministrativo precedente, mentre si stavano generando, spesso palesemente.
*Presidente Fiera di Genova