Brioches, bavagli e grandi dormite Tabacci: roba da avanspettacolo

L’assessore al Bilancio (sparito dalla scena dalle tre e ricomparso solo alle 12 mentre si discuteva la sua delibera) l’ha definita una notte da «avanspettacolo». Uno show «di livello più basso del Grande Fratello». E Bruno Tabacci su una cosa ha ragione, nelle 27 ore di consiglio comunale sulla vendita di Sea e Serravalle è sembrato )anche) di assistere alle lite furiose e persino domestiche tra i concorrenti del Gf. Come lo scontro tra il Pdl Pietro Tatarella e la Pd Marilisa D’Amico, mamma di tre figli, che in piena notte si è sfogata sulla fatica di conciliare politica e famiglia. «Pienamente d’accordo - l’ha stuzzicata il trentenne di centrodestra - vivo solo e ho una montagna di vestiti di stirare a casa». Apriti cielo. La D’Amico «sbrocca» e lascia la seduta. Poi rientra. C’è chi cede al sonno sul tavolo, come Anna Scavuzzo (Lista x Pisapia) e chi si va a stendere sulle poltrone del pubblico come Mattia Stanzani. Appena i «colonnelli» del Pd lo ritrovano infrattato lo riportano all’ordine (e al voto). Il caffè alla buvette scorre a fiumi, alle 4.30 del mattino sono già finiti toast e panini ma almeno arrivano in aula i croissant.
Premio stakanovista al sindaco, resta in aula dalle 14.30 di lunedì alle 17,30 del giorno dopo. Il leghista Alessandro Morelli quando scoccano le 24 ore non-stop dal microfono invita a rivolgergli un applauso. Anche i Pdl - in modo meno plateale - gli aveva rivolto uno «chapeau», del resto l’ex sindaco Moratti non si era distinta per presenze in aula e anche sui banchi dell’opposizione ha latitato per tutta la seduta sulle privatizzazioni). Ma il Pdl Riccardo De Corato striglia il leghista, «ci mancano le sviolinate a Pisapia ora». Lo riporta nei ranghi dell’ostruzionismo, e delle «strette intese». Anche De Corato, quasi trent’anni a Palazzo Marino, non molla un secondo l’aula. Ma cede a Tatarella «il ruolo dell’ariete, lui parte e noi lo seguiamo». Piccoli ostruzionisti crescono: con 20 ore di dibattito sul groppone, alle 14 regala una sceneggiata contro il presidente dell’aula («mi tratta come un figlio di nessuno») e ritarda ancora i tempi del voto. I banchi della maggioranza sono quasi sempre al completo, un consigliere a turno si allontana ma il numero dei presenti regge tutto il tempo tra il 29 e 30. Non si assenta mai il direttore generale Davide Corritore. Gli assessori disertano dalle 3 alle 10 e lasciano solo Pisapia.
Lo show è all’apice a metà mattinata. Basilio Rizzo contingenta i tempi della discussione. Pdl e Lega lo accusano di violare il regolamento, lanciano fogli per aria, Armando Vagliati si copre la bocca con un bavaglio, da lì in poi scandiscano ogni pochi minuti gli slogan «Li-ber-tà», «di-mis-sio-ni». A innescare le scintilla a sinistra è invece intorno alle 14.30 un comunicato dell’assessore e capodelegazione del Pd, Stefano Boeri: «Le più di 20 ore di dibattito in corso testimoniano l’irresponsabilità dell’opposizione». Ma la replica piccata è dei Pd che in aula ci sono stati sempre, a partire dalla capogruppo Carmela Rozza: «Boeri è rimasto qui due ore, ha rotto le uova nel paniere mentre stavamo trovando l’accordo col Pdl e ora pontifica da fuori? É meglio che giri al largo». Scene da Gf.