LE BRIOCHES DI PRODI

Da piccolo aveva detto: o faccio il presidente del Consiglio o niente. Sta riuscendo a fare bene entrambe le cose. In effetti: qualcuno di voi ha visto per caso Romano Prodi? Dov'è finito? Dove si nasconde? La campagna elettorale è iniziata con un miracolo: sembra che Veltroni rappresenti l'opposizione. Sembra che il centrosinistra non abbia governato negli ultimi mesi. O meglio, sembra che sia stato solo un incubo di quelli che svaniscono davanti al caffelatte del mattino.
E invece toh: Romano Prodi c'è, anche se non si vede. Più feroce dell'uomo invisibile, più pasticcione del fantasma formaggino. Non ci credete? Aprite il vostro borsellino. Fatelo ogni volta che vi viene il dubbio e che temete di rimanere incantati dalle sirene del giro di Walter. Basta un'occhiata per riportarvi alla realtà. E farvi andare il caffelatte di traverso.
Oggi, per esempio, l'Istat ci comunica che a febbraio i beni alimentari sono aumentati del 5 per cento su base annua. È il balzo più grande degli ultimi dodici anni. Il pane è aumentato del 12,5 per cento, la pasta del 14,4, il latte (per l'appunto) del 10 per cento. Non c'è bisogno del caffè per renderlo scuro e amaro come il futuro che ci aspetta.
Tanto più che nel frattempo la medesima Istat ci rivela che la pressione fiscale è salita al 43,3 per cento, cioè il massimo dal 1997 quando fu introdotta l'eurotassa. E chi c'era al governo allora? Prodi e Visco. Proprio come adesso, anche se i due stanno facendo di tutto per farsi dimenticare.
Per la verità il viceministro torchiatore ieri ha fatto timidamente capolino. S'è esibito in un colloquio informale con un giornalista di Repubblica. Tema: la vicenda dei conti in Liechtenstein. Anche questo passo, però, ci pare una vergognosa scivolata: essendo lui rappresentante del governo della Repubblica e non di Repubblica, se ha qualcosa da dire sui conti esteri degli italiani lo deve dire, e subito, nelle sedi istituzionali. Non attraverso un dialogo cifrato, pieno di parole ambigue e messaggi trasversali, sulle colonne del giornale amico. Perché così non si fa chiarezza: si alimentano solo dubbi. E sospetti.
L’improvvisa apparizione di Visco, però, se non altro ha un merito: ci ricorda che Visco esiste. Utile, no? Perché è vero che questo è un governo da dimenticare, ma non bisogna dimenticarlo ora. Anzi: ora bisogna tenerlo presente. E sapere che di lì viene Veltroni: per quanto metta in lista finti precari e finti giovani qualunque, in realtà non può rappresentare il cambiamento, proprio perché rappresenta l'ancien régime. Quelli, cioè, che spingono alla rivoluzione. Quelli che dicono che le tasse sono bellissime. E che se il prezzo del pane aumenta, chi se ne importa? Nel loft, intanto, servono ottime brioches.