British, in pensione a 65 anni

da Milano

British Airways innalza a 65 anni l'età pensionabile dei suoi dipendenti: la compagnia ha firmato in questo senso un accordo con i quattro principali sindacati del settore aeronautico. Lo scopo è di ridurre il deficit (oggi di oltre 2,1 miliardi di sterline) del suo fondo pensione.
«Abbiamo lavorato insieme e ora abbiamo concluso il confronto su uno dei punti cruciali per la compagnia», ha detto il numero uno di British, Willie Walsh, nell'illustrare i dettagli dell'intesa. Finora per i dipendenti di British Airways l'età per andare in pensione era fissata a 55-60 anni, secondo le mansioni svolte. Ma con il nuovo accordo il termine è stato elevato a 65 anni e chi deciderà di voler comunque andare in pensione prima, a 55 o a 60 anni, accetterà una riduzione della pensione.
L'intesa è il frutto di difficili trattative durate 16 mesi e si inserisce in un pacchetto di riforme che punta a ridurre il pesante deficit del fondo pensioni. In base all'accordo, British Airways ha messo sul piatto un contributo spot di 800 milioni di sterline nel fondo pensioni in cambio del via libera dei dipendenti ad alcune modifiche al sistema dei benefit, che porteranno a un taglio dei costi. La riforma, grazie anche a risparmi aggiuntivi per 400 milioni di sterline, dovrebbe ridurre il buco delle pensioni di oltre la metà, portandolo a 900 milioni di sterline. Per colmare il deficit, British si è impegnata anche a erogare 280 milioni di sterline l'anno per i prossimi dieci anni.
La notizia dell'accordo ha spinto al rialzo il titolo della compagnia aerea che in Borsa ha toccato i massimi da otto anni a quota 567 pence (più 3%) per poi ripiegare e chiudere in calo a 552,50 pence (meno 0,77%).