BRITNEY AND KEVIN, MEGLIO LA TV ITALIANA

Almeno ogni tanto ci sono programmi stranieri che ci consolano della nostra discussa tivù, ce la fanno sembrare meno brutta e quasi quasi la riscattano ai nostri occhi. È il caso del nuovo reality statunitense Britney and Kevin: chaotic, trasmesso abitualmente sul canale via cavo Upn e ora in onda su Sky canale 109 il mercoledì alle 21. Ci mostra brandelli della vita pubblica e privata della reginetta pop Britney Spears in compagnia del marito, il ballerino Kevin Federline, ed è quanto di più stupido si possa pensare di trasmettere attraverso il mezzo televisivo: tre quarti d'ora di immagini vacue, di primi piani egocentrici sulla faccia dell'artista, di risatine, di smorfiette, alternati nei momenti di massimo impegno al tormentone di un'insistente domanda rivolta dalla cantante alla sua segretaria Felicia, ai suoi amici e collaboratori, forse persino a qualche persona di passaggio davanti alle telecamere: che ne pensi dei rapporti stabili e del matrimonio? C'è anche qualche digressione che vuole essere disinibita, domande che indagano sulle posizioni sessuali preferite, cui gli intervistati rispondono generalmente con una serie di risolini isterici prolungati, prima di darsela a gambe per sottrarsi al pressing della macchina da presa. Ecco, Britney and Kevin è tutto qui. Il massimo dell'interesse è in qualche panoramica televisiva sulle folle oceaniche che assistono ai concerti musicali della cantante, urlano e battono le mani. Con lei che chiosa: «Che bello, è come se ogni volta fosse il mio compleanno». Non c'è davvero altro. Per cui la decisione di Sky di trasmettere questa roba, di farci vedere questo prodotto di importazione, può essere interpretata solo in due modi. Il primo, come si diceva all'inizio, si presume che abbia a che fare con il volenteroso intento di consolarci delle schifezze di casa nostra. Chiaro che al confronto di Britney and Kevin i grandi fratelli made in Italy, le talpe, le isole dei famosi, le fattorie di ogni ordine e grado appaiono dei giganti televisivi, o comunque si rivalutano anche agli occhi dei telespettatori più scettici. E persino il risibile tentativo autarchico apparentabile all'esperienza di Britney e Kevin, compiuto la stagione scorsa da Paola Barale e Raz Degan in un filmino che ci faceva nostro malgrado partecipi della loro vita privata, appare per un attimo un po' meno terribile. Il secondo plausibile motivo per cui si è deciso di mandare in onda una roba del genere è che ci si è stufati di veder elogiata la televisione americana e si vuole finalmente sentire qualche stroncatura senza appelli. Detto, fatto. Britney and Kevin ci dimostra come la televisione degli americani, insieme al meglio, sappia anche produrre il peggio di ciò che passa in video.