Da Britney a Whitney Houston le popstar scelgono il reality

Valentina Pedrazzini

Se ricordate l’espressione addolorata di Jim Carrey in Truman show, quando alla fine del film scopre di essere stato uno «scarafaggio sotto vetro» per tutta la vita, dimenticatevelo. Queste sono cose da anni Novanta. Nel Duemila essere protagonisti di un reality è considerato un punto d’arrivo. La conferma arriva dallo showbiz.
Come Paula Abdul, cantante americana che ha fatto parlare ancora di sé per la sua storia con un concorrente di American idol, reality made in Usa. La stessa manovra strategica hanno adottato Tiffany Sinitta e Gloria Gaynor che in Gran Bretagna hanno accettato l’invito di Hit me baby one more time, «grande fratello» musicale per vecchie glorie canore. E parlando di star della musica, non si è certo tirata indietro Withney Houston, che, non contenta di aver reso celebre solo la sua voce e i suoi travagli, si è messa in mostra a Hollywood fino ad approdare, per compiacere il marito, al reality Being Bobby Brown. Ma questa è cosa nota. L’imprevedibile è che divulgare i fatti loro è stato così divertente da aggiungere altre due puntate. E passiamo alla vera stella dei «guardoni guardati» americani, Britney Spears . E siccome le buone tradizioni di famiglia vanno mantenute, per settembre, è previsto il suo parto in diretta, in modo che il bebè imbocchi subito la strada della celebrità. Ma il mondo si è evoluto e se prima l’interesse dei fan era rivolto solo alla vita di cantanti e attori, ora anche dal mondo dello sport ci giungono frotte di «primedonne». Vedi Venus e Serena Williams, le sorelline del tennis che hanno tradotto la loro storia in serial, «gentilmente» concessa all’emittente americana Abc.
È proprio un nuovo millennio, questo, in cui i panni sporchi si lavano in pubblico.