Brividi con i nuovi demoni nell’«Esorcista» del Duemila

The Exorcism of Emily Rose è, dopo L’esorcista, uno dei film più interessanti sulla possessione demoniaca. Tratto da una vicenda reale, il film di Scott Derrickson corre su due direttrici; il processo ad un prete (Tom Wilkinson), che ha indirettamente causato la morte della giovane Emily (Jennifer Carpenter) nel corso di un esorcismo, ed i flash-back che mostrano, durante il processo, il calvario di Emily, vittima di forze diaboliche che le straziano anima e corpo. Nulla di nuovo, ma la pellicola pone il problema della fede in un momento delicato di laicismo imperante. Film importante per ciò che dice, meno sulla trama, con qualche timida puntata verso l’horror. La reticenza della sceneggiatura, che concede agli scettici armi affilate, non aiuta a comprendere l’ansia che ogni essere umano si trascina nel suo percorso. Essendo questo il tema, era doveroso affrontare il problema della fede come avrebbe fatto Ingmar Bergman. Ma Laura Linney, l’avvocato agnostico che difende il prete in tribunale, è davvero brava ed a lei è affidato il finale consolatorio.

THE EXORCISM OF EMILY ROSE di Scott Derrickson (USA 2005) con Laura Linney, Tom Wilkinsob, Campbell Scott. 118 min.