Brividi di mezzanotte con Carla Bley

da Perugia

Inutile sperare che le cose cambino, perché sono già cambiate. Mi riferisco agli appassionati che hanno nostalgia dell’Umbria Jazz del passato, quando a Perugia e dintorni si ascoltava soltanto «vero jazz». C’erano allora Charles Mingus, Gerry Mulligan, Shelly Manne e Sarah Vaughan, ma la nostalgia riguarda tanti memorabili concerti (basti menzionare Miles Davis, Gil Evans, George Russell, Ahmad Jamal, Dizzy Gillespie). Ma oggi il jazz, essendo quasi di moda in Italia, non richiama più le folle. E Perugia ha il problema di esaurire i 5.000 posti dell’Arena Santa Giuliana, cioè di uno stadio di atletica trasformato in teatro per l’occasione. Ecco dunque gli sconfinamenti di Umbria Jazz verso altri lidi. Ecco Mario Biondi, Chaka Khan e i Rem. Qualcuno digrigna i denti soprattutto per quest’ultima presenza, ma il direttore artistico Carlo Pagnotta replica che il gruppo, da solo, ha raccolto finora più prenotazioni di tutti gli altri messi assieme.
D’altra parte, nel cartellone i nomi illustri del jazz che ancora passa il convento ci sono tutti: Carla Bley, Pat Martino, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella, Stefano Bollani, Bill Frisell, Miroslav Vitous, Sonny Rollins, Charles Lloyd, Cassandra Wilson, Herbie Hancock, Charlie Haden, James Carter, Gary Burton con Pat Metheny, Bobby Hutcherson, Maria Schneider, Brad Mehldau, Enrico Pieranunzi.
Il cantante Mario Biondi, il cui stile è borderline rispetto al jazz, ha tuttavia una voce pregevole e la dote, assai rara di questi tempi, di non presumere troppo di sé. Nello scorso dicembre, a Orvieto, dichiarò la sua sorpresa di essere stato prescelto per l’inaugurazione dell’Umbria Jazz invernale. Forse è questa una delle ragioni per cui Biondi è stato premiato assegnandogli l’inaugurazione di Umbria Jazz Estate, nell’Arena di Santa Giuliana, con la sua Duke Orchestra. Chi lo abbia mancato può ascoltarlo a Lucca il 16 luglio.
Si è già registrato, comunque, il primo successo di jazz autentico e di eccellente fattura. Al Teatro Morlacchi, nel primo concerto di mezzanotte, grandi consensi ha meritato il progetto The Lost Chords di Carla Bley con Andy Sheppard sax tenore e soprano, Steve Swallow basso elettrico, Billy Drummond batteria e con Paolo Fresu tromba ospite.