Brocchi ex miracolato Prandelli, che stratega

Furioso il tecnico rossonero per quel gol annullato

FREY 6.5. Tiene botta nel primo tempo, il tempo della sofferenza fiorentina e delle parate decisive su Kakà e su Shevchenko che consentono di limitare i danni nella curva più insidiosa della domenica.
UJFALUSI 5.5. Nel primo tempo concede troppo campo a Seedorf e non riesce ad arginare nessun rivale in maglia bianca che passi dalle sue parti. Si rimette al lavoro con maggiore utilità rispetto alla causa viola nella seconda frazione.
DI LORETO 5.5. Palla a terra vince qualche duello, in quota patisce invece l’abilità di Gilardino che lo coglie impreparato due volte. Sono due gol del centravanti milanista, uno certificato dall’arbitro, l’altro annullato dal suo assistente.
DAINELLI 6.5. Si stacca spesso alle spalle dei suoi al modo antico, ma non è un peccato mortale: arretra, difende con le unghie fino a mantenere salva la porta nella ripresa.
PASQUAL 6.5. Ha un sinistro ispiratissimo e chirurgico: ogni suo cross è un pericolo per la difesa balbettante dei milanisti. Non è assolutamente un caso se sul primo e sull’ultimo calcio giungono i primi due squilli della Fiorentina.
BROCCHI 7. Contro i suoi ex gioca una partita tutta cuore, corsa e concentrazione: commette un rigore clamoroso in area, lo assolvono miracolosamente e lui si “gasa” ulteriormente.
DONADEL 6.5. Si arrende soltanto ai crampi dopo la fatica nell’under 21 e perciò viene sostituito nella ripresa: si dedica, con feroce attenzione, a Kakà e alle sue partenze limitate a una.
Dal 25’ st PAZIENZA 6. Non spreca una sola palla buona.
FIORE 6. Costringe Prandelli a dirottarlo a sinistra, in grave ritardo rispetto agli sviluppi della partita: non si occupa mai delle discese di Serginho mentre a sinistra, con lo statico Stam, se la cava leggermente meglio.
Dal 37’ st PAZZINI sv
MONTOLIVO 5. Costretto dalla panchina a giocare in pressione su Pirlo: lo oscura in qualche modo ma non firma una sola giocata degna di rilievo.
Dal 21’ st PANCARO 6. Sicuro, elegante, concreto.
TONI 7. Non è il flagello della difesa milanista come può sembrare dal tabellino, ne castiga le distrazioni e le amnesie trasformandole in un paio di gol. E adesso sono 15 in dodici gare: persino il trono di Batistuta comincia a traballare.
All. PRANDELLI 7. Copre in ritardo il buco che si apre a destra, dalle parti di Fiore ma poi tutto gli prende a girare a meraviglia.
Arbitro RODOMONTI 4. Più che all’arbitro il voto appartiene di diritto a uno dei suoi assistenti, il mantovano Copelli: non vede un rigore di Brocchi, vede invece un improbabile fallo di Gilardino togliendo al Milan il 2 a 2 meritato. Curioso strabismo, verrebbe da dire.