Broglia lancia il sindaco Maschio

«Chiavari c'è, facciamola crescere», è lo slogan lanciato ieri dal portavoce regionale dell'Italia di Mezzo, Fabio Broglia, alla presentazione del candidato sindaco di Chiavari per il partito di Marco Follini, Cesare Maschio. Cinquant'anni, ingegnere di Ansaldo, sposato con una figlia, attore dilettante in una compagnia dialettale, Maschio è molto conosciuto a Chiavari anche grazie al padre che gestisce la storica rosticceria Mencacci di Carruggio Dritto. Il candidato, chiavarese doc originario del quartiere degli Scogli, si troverà a sfidare i due schieramenti di centrodestra e di centrosinistra al completo. Una posizione da outsider che per Maschio non rappresenta tanto una attitudine personale, quanto «una ben precisa scelta politica verso la costruzione di quel centro che rappresenta il superamento di un bipolarismo che è stato proposto a forza agli italiani e che si è rivelato inefficace». Si tratta di mettere uno stop a quei cartelli elettorali di destra e sinistra «attenti solo alle poltrone», rincara Fabrizio Benente, di professione geologo, che ha svolto le mansioni di responsabile organizzativo regionale per l'Italia di Mezzo. Uno schieramento che ieri ha iniziato a dare le prime spallate tanto al centrodestra quanto al centrosinistra «"impegnate in una sfida all' «Ok Korrall», fatta di soliti noti, persone eterne, riciclati dalla lavatrice della politica», spiega Fabio Broglia. Che detto da lui, ex Dc, ex Udc, consigliere regionale uscente e candidato alla presidenza della Provincia alle prossime amministrative assume un sapore particolare.
D'altra parte l'obiettivo dichiarato del movimento politico è quello di «raccogliere voti tra tutti quei chiavaresi che non si riconoscono nell'attuale sistema bipolare e per questo hanno voltato le spalle alla politica e ai partiti, rinunciando quindi all'esercizio del diritto di voto». Da parte sua, Maschio, cattolico di ferro che, racconta con orgoglio, ha partecipato al gruppo giovanile della cattedrale Nostra Signora dell'Orto, motiva il suo impegno politico attuale con motivazioni forti: «Sono stato iscritto alla Democrazia Cristiana per molto tempo, ma con tangentopoli e l'affermazione del bipolarismo ho deciso di ritirarmi perché non mi riconoscevo più nel sistema, ho deciso di seguire gli avvenimenti stando alla finestra», spiega Maschio che ha un progetto, o meglio un sogno: «La costituzione di una strada alternativa a liberismo e comunismo». Un miraggio, forse. Fino a quando, rivela il candidato sindaco, «non ho compreso la lungimiranza del progetto politico che il senatore Marco Follini persegue». Perché per Maschio «il centrismo è per natura centrismo cattolico, è nella natura stessa delle radici cristiane».