Broglia salta il fosso e promuove Prodi

«Il programma in dodici punti di Romano Prodi è molto moderato e merita grande attenzione»: lo ha dichiarato ieri Fabio Broglia, consigliere regionale ligure ex Udc e da pochi giorni «Italia di mezzo», al termine di una riunione dell’ufficio politico del movimento creato da Marco Follini (primo dei transfughi dall’Udc) che si è svolto a Roma alla presenza di una decina di aderenti, tra i quali l'ex ministro democristiano Vincenzo Scotti.
Broglia, che ha dato vita al gruppo regionale di Italia di mezzo insieme a un consigliere dell'Unione, Luigi Patrone (a sua volta transfuga, via sms, dal movimento Gente di Liguria dell’assessore Giovanni Battista Pittaluga), ha riferito quanto proposto a Follini. «Crediamo - ha detto in particolare Broglia - che il programma di Prodi, visto che ad esempio propone la linea ferroviaria Tav e non cita i Dico, i Diritti dei conviventi, possa avere molte attinenze con un “memorandum centrista“ che Italia di Mezzo intende sottoporre ai centristi di tutti gli schieramenti per portare avanti il progetto di emarginazione degli estremismi».
Alla domanda poi se Italia di mezzo appoggerà un eventuale nuovo governo Prodi, Broglia ha risposto che «sarà Marco Follini a illustrare la posizione del partito al riguardo. Posso dire - ha precisato ancora il consigliere regionale - che Italia di Mezzo non cerca posti di potere e non apre dunque una caccia al ministero per Follini. Cerchiamo invece punti di riferimento politico per il progetto che porti in prospettiva all'archiviazione dei vecchi poli e possa dare vita a due partiti moderati».
Sulla soluzione della crisi, infine, l'esponente di Italia di mezzo ha aggiunto: «Tutto è possibile, di certo Idm non pone condizioni all'Unione e non chiede di allontanare qualcuno, ma propone di evidenziare i punti di programma più moderati e vedere se c'è contatto».
Tra i «possibilisti», ritenuti da alcuni pronti a saltare il fosso e andare in soccorso al centrosinistra, viene anche indicato il senatore Ferruccio Saro, 55 anni, eletto al Senato, in Liguria, nella componente Dc per le autonomie-Nuovo Psi nelle liste di Forza Italia e poi confluito al Movimento per le autonomie di Lombardo. In questo caso, ci si rifà all’intenso curriculum politico: Saro, che smentisce qualsiasi ribaltone personale, è stato consigliere regionale socialista in Friuli-Venezia Giulia e segretario regionale del Psi. Nel 2001 viene eletto deputato per Forza Italia. Nel 2003, in polemica con la candidata ufficiale di Forza Italia alle regionali friulane, si candida alla testa di una lista «Libertà e autonomia per il Friuli-Venezia Giulia» e contribuisce - preciserà sempre: «indirettamente e involontariamente» - alla vittoria di Riccardo Illy e della sinistra. In seguito, si riavvicina alla Casa delle libertà e viene candidato e eletto in Liguria (qualcuno sibila ancora con malizia: al posto di Sandro Biasotti).