Bromuro a Franco Lauro Giano Bifronte di Pechino

Franco Lauro, dottor Jekyll e mister Hyde. Quando sul far della sera conduce il soporifero Olimpia Magazine è un signore compassato, privo di emozioni.
Ritto all’impiedi, la penna nella mano destra tipo direttore d’orchestra, dà il la ai soliti noti. Un altro, a sentire quel mare di banalità, sbadiglierebbe senza tregua. Lui niente, non batte ciglio. Ma allorché dallo studio passa allo stadio, del basket, eccolo diventare un sorprendente ultrà del tifo. In uno sport in cui le partite sono un susseguirsi di canestri, grida come un matto a ogni punto, come se fosse sempre quello decisivo.
Roba da far concorrenza agli hooligans del calcio televisivo, che almeno di reti non ne vedono una ogni trenta secondi. E che barba con quella «doppia cifra», estratta con ossessiva puntualità ogni volta che un giocatore supera i dieci punti.
Dategli un po’ di bromuro, per farlo tornare Jekyll.