Brucia la casa, bimbo muore a Cortina

Il piccolo, sei anni, è stato soffocato dal fumo. Il rogo potrebbe essere stato innescato da un tizzone caduto dal caminetto su un tappeto

Enrico Silvestri

da Milano

Un bimbo di sei anni morto, il fratellino e il padre in condizioni disperate e il cuginetto con i sintomi di una gravissima intossicazione. È il drammatico bilancio di un incendio scoppiato in una casa di Cortina. Ma le conseguenze avrebbero essere potuto ancora più gravi se lo zio non fosse arrivato in tempo per prestare i primi soccorsi, salvando l’altro suo figlio e la bambinaia indiana.
La tragedia si è consumata nella notte di Capodanno al pian terreno di un cascina del 1764 nella frazione Val di Sotto, al civico 37, poche centinaia di metri dal centro. All’interno stanno dormendo Costantino Cutolo, 48 anni, con i figli Sebastiano ed Enrico, di 6 e 10 anni, la tata indiana e i nipoti Edoardo e Alessandro, di 10 e 14 anni. Le prime scintille sarebbero scaturite dal caminetto in salotto e avrebbero invaso di fumo, ma soprattutto monossido di carbonio, l’appartamento, stordendo immediatamente tutti. Verso le 2.30 passa un carro attrezzi, il conducente vede il fumo uscire e chiama il 113. Proprio il quel momento sta rientrando in casa Lorenzo Cutolo, 43 anni, marito di Marina Faccioli, una delle figlie di Giorgio, fondatore della nota catena Ritz Sadler che proprio a Cortina aprì il suo primo negozio. L’uomo si precipita dentro, apre la porta, libera il figlio Alessandro e la tata, poi porta fuori il fratello, attende che si riprenda e insieme a lui si lancia tra le fiamme per cercare gli altri tre ragazzi. Un impresa disperata, infatti i due uomini riescono a individuare e portare in salvo solo Edoardo. In quel momento arrivano tre mezzi del distaccamento dei vigili del fuoco di Cortina con due ambulanze e due centri mobili di rianimazione inviati dal 118.
I pompieri spengono le fiamme, aspirano il fumo e alla fine riescono a trovare i corpi dei due fratelli. Per Sebastiano non c’è più nulla da fare: morto, ucciso dal fumo. Enrico è in condizioni disperate, il livello di intossicazione è preoccupante e i sanitari non cercano neppure di dirottarlo verso un centro specializzato ma lo ricoverano a Belluno. Intossicato anche Edoardo, ma meno seriamente, viene portato a Padova. Molto grave Costantino che, nel tentativo di salvare i figli, ha riportato profonde bruciature su tutto il corpo: anche lui è adesso a Padova, al centro grandi ustionati. Tutti in prognosi riservata. Visitati e subito dimessi Lorenzo Cutolo, il figlio e la tata indiana.
Anche se ci sono pochi dubbi sulle origini dell’incendio, la Procura di Belluno ha sequestrato l’immobile e affidato le indagini a Manuela De Bernardin, dirigente del commissariato di Cortina. La polizia ha già rintracciato le mogli, che in questo momento non si trovano a Cortina. Marina Faccioli, vive solo qualche mese all’anno a Cortina, essendo la sua famiglia originaria di Bologna, e ieri stava preparandosi per volare in Brasile. La moglie di Costantino invece si trova all’estero, essendosi separata circa tre anni fa dal marito che attualmente vive a Milano dove fa l’avvocato nello studio Ichino, uno dei più importanti d’Italia. L’uomo era partito appena il giorno prima, a metà pomeriggio, dalla sua abitazione in centro città con i figli e la bambinaia.