Bruciati in piazza civili Usa tra la folla in festa

Quattro civili americani, dipendenti dell'unità «Kellog, Brown and Roots» della ditta «Halliburton», la maggiore appaltatrice Usa in Irak, sono stati uccisi il 20 settembre scorso nella città di Duluiya, a nord di Bagdad: per almeno due di essi fu una vera e propria esecuzione, con la folla che esultava attorno alle vittime. I militari Usa che li scortavano non poterono fare altro che soccorrere altri due civili feriti e recuperare i resti dei quattro massacrati. Lo hanno reso noto ieri fonti militari Usa in Irak, confermando le rivelazioni del quotidiano britannico Daily Telegraph ma senza spiegare le ragioni del silenzio mantenuto fino ad oggi sull'episodio. L'automezzo dei civili americani fu attaccato a Duluiya, vicino a Balad, a nord di Bagdad, una delle roccaforti degli insortì sunniti. Contro il veicolo della Halliburton furono sparati colpi d'arma da fuoco e razzi. Almeno due degli occupanti furono vittime di una vera e propria esecuzione: estratti a forza dal mezzo e fatti inginocchiare per strada circondati dalla folla. Uno fu ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla testa, sparatogli alle spalle, mentre il secondo fu cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme. Sempre secondo il giornale, bambini avrebbero gettato paglia sul corpo della vittima, per alimentare il fuoco. I militari della scorta non poterono intervenire perché restarono bloccati all'interno del loro gippone.