Bruciati vivi nel rifugio d’amore Alle giostre il giallo dei fidanzatini

I due ragazzi si erano appartati nel «labirinto». Mistero sulle cause del rogo

da Legnaro (Padova)

Forse è bastata una cicca di sigaretta a trasformare in inferno il paradiso dei bambini. E in trappola mortale il rifugio segreto di due giovani amanti. Ma c’è anche un’altra ipotesi in ballo, a far pendere verso il giallo la morte di Joy Torrinunti, 19 anni, e Giada Dalla Santa Casa, di 16: forse qualcuno ha appiccato il fuoco deliberatamente al camion-giostra che nella notte tra lunedì e martedì è bruciato completamente, nell’arco di pochi minuti.
Il fuoco è divampato qualche minuto dopo le tre, come conferma un testimone, una persona che abita vicino all’accampamento delle giostre, giunte a Legnaro per la tradizionale fiera del paese: «Sono stato svegliato dal crepitio delle fiamme - racconta il testimone -, mi sono affacciato e ho visto i parenti dei due ragazzi che accorrevano verso la giostra in fiamme». Ma ancora nessuno sapeva che all’interno c’erano due persone. È stato solo quando i vigili del fuoco hanno domato il rogo e illuminato l’interno dello scheletro fumante con le torce che sono stati avvistati i due cadaveri carbonizzati. I parenti ci hanno messo poco a capire di chi si trattava: «A quel punto sono iniziate le urla, chi si rotolava a terra, chi invocava Dio».
Ora la procura sta indagando in tutte le direzioni per cercare di spiegare come può essere successo. L’«Aladin Labyrint» è un’attrazione per bambini, un baraccone di circa dieci metri di larghezza per due di profondità, con la sagoma dei minareti arabi e gli arredi completamente di plastica. Ecco perché il fuoco l’ha aggredito così rapidamente e senza lasciare scampo ai due ragazzi, che probabilmente dormivano.
Le famiglie sapevano della loro relazione e non c’erano particolari dissapori a quanto sembra. La procura comunque non esclude l’ipotesi dolosa, magari legata a una faida tra giostrai. Qualcuno, dopo la scoperta dei corpi, ha anche sentito urlare la madre di Giada: «Perché ci hanno fatto questo? non abbiamo mai fatto male a nessuno...». In ogni caso, se qualcuno ce l’aveva con la famiglia di Joy Torrinunti, proprietaria della giostra, probabilmente intendeva colpire il «labirinto», e non uccidere: nessuno poteva sapere che i due ragazzi erano all’interno.
Il pm Federica Baccaglini ha dato incarico a due consulenti di indagare sulle possibile cause del rogo, ma in cima alla lista delle ipotesi per ora resta quella della tragedia scoppiata per caso. Le fiamme sembrerebbero nate nell’area dov’erano le vittime e tra le macerie fumanti è stato trovato un accendino quasi fuso. Ecco perché si pensa a una sigaretta spenta male, o magari o a una candela accesa per illuminare in modo romantico la notte d’amore dei due ragazzi. E a far pensare alla fatalità c’è anche la «bassa» temperatura del fuoco: se a innescarle fosse stato un liquido infiammabile, il fuoco avrebbe bruciato più intensamente. Invece, pur consumando rapidamente, gli arredi di plastica, le strutture in metallo sono rimaste praticamente intatte.
In attesa di risposte dalle indagini, la festa di Legnaro si spegne nei colori del lutto. La sagra sarebbe dovuta terminare il 9, ma oggi nessuna giostra avrà cuore di accendere le proprie luminarie. E il sindaco del paese, Giovanni Bettini, sta valutando se far finire in anticipo i festeggiamenti.
E mentre i suoi concittadini scrutano smarriti le strutture annerite, è lo stesso primo cittadino a ricordare una di quelle coincidenze che finiscono con l’illuminare di una luce ancor più macabra la tragedia: anni fa, sempre durante la sagra, un’altra giostra era stata divorata dalle fiamme.