Brugnato costruisce un ponte da dedicare a Quattrocchi

A Genova l’unico ente a ricordare la vittima fu la Regione nel 2004

(...) di Fabrizio Quattrocchi e di trovare il coraggio di portare la questione in consiglio comunale. Tanto per far capire alla maggioranza che gestisce il Comune di Genova quanto poco occorra, oltre alla volontà, per per dare corso alla pratica, è già stata anche fissata la data per la delibera. «Entro il 30 gennaio dovremo convocare il consiglio comunale per nominare i membri della commissione elettorale - spiega il sindaco Claudio Galante, alla guida di una forte maggioranza di Forza Italia -. In quell’occasione porterò in assemblea la volontà di dedicare a Fabrizio Quattrocchi uno spazio importante della nostra cittadina».
Se non ci sono tentennamenti o ricatti interni alla maggioranza si può superare persino l’ostacolo di non avere neppure una strada libera cui cambiare l’intitolazione. «Stiamo completando la nuova strada di circonvallazione e quella sarà dedicata ai martiri di Nassirya - fa presente il sindaco -. Quella strada verrà collegata da un ponte sul torrente Chicciola al resto del paese. E questo ponte si chiamerà Fabrizio Quattrocchi». Quello che non ha fatto Genova, che già ai carabinieri e ai militari uccisi dagli attentatori iracheni ha saputo dedicare solo un’area spelacchiata sulle alture di Pegli, è riuscito a farlo un piccolo Comune dello Spezzino. E la cosa non può che inorgoglire un sindaco che si appresta a chiudere il suo secondo mandato, ma ha ancora più di un sogno nel cassetto. Come quello di essere lui a inaugurare «via martiri di Nassirya» e «ponte Fabrizio Quattrocchi». «C’è un documento dell’Anci, l’associazione dei Comuni d’Italia, che invita i sindaci dei paesi più piccoli a ripresentarsi anche per il terzo mandato - fa notare Galante -. Devono essere semmai i cittadini a mandare a casa i loro sindaci, non la legge. Qualcuno si è già ripresentato per la terza volta vincendo la sfida, e oggi amministra il suo Comune. Non voglio sembrare attaccato alla mia poltrona, ma è una richiesta formale che viene da 1300 Comuni. Io insomma spero proprio di essere lì a tagliare il nastro per questa nuova via e il nuovo ponte».
Non che da queste parti manchino eventuali «eredi» per il sindaco. Un importante assessore della sua squadra, Paolo Gregori, ha stravinto nel suo collegio alle elezioni provinciali, segno che l’amministrazione di Brugnato gode della fiducia dei suoi cittadini, pronti a premiare gli amministratori. E quella della dedica a Quattrocchi sembra l’ennesima decisione assunta in pieno accordo con quella volontà popolare che invece a Genova sembrano non voler sentire. «Posso capire che nei grandi Comuni, a Genova come alla Spezia, la situazione sia un po’ diversa rispetto ai piccoli centri - prova a offrire un’attenuante ai “colleghi” il sindaco di Brugnato -. Magari è più difficile accettare una proposta che arriva dalla minoranza. Va portato in consiglio quell’ordine del giorno, inserito tra altri argomenti, va valutato e ritoccato. Per noi è più semplice e diretto». Anche perché entro il 30 gennaio basterà una delibera del consiglio comunale per gettare le basi di «ponte Fabrizio Quattrocchi», poi una delibera di giunta sarà l’atto formale che consegnerà la pratica nelle mani di un funzionario incaricato di sbrigare le ultime formalità. A Brugnato poi non esiste neppure la commissione toponomastica e quindi l’iter sarà ancora più rapido.
Così sarà un piccolo Comune a rompere quel muro di silenzio che i grandi enti locali liguri hanno imposto sul caso Quattrocchi. Appena venerdì mattina la Regione Liguria aveva negato persino l’istituzione di una borsa di studio per i ragazzi delle scuole liguri in ricordo del bodyguard ucciso e questo rifiuto è stato riassunto in poche righe, relegato in una notizia in breve del principale quotidiano cittadino. Il sindaco Pericu, poche ore prima, aveva negato alla circoscrizione Levante persino la facoltà di avviare l’iter per la dedica di un’area attrezzata a verde pubblico (ancora non intitolata) in via Tanini a Borgoratti. Il primo cittadino ha scritto al parlamentino chiarendo che certe scelte le fa il Comune.
Mentre in Liguria l’unica cosa finora dedicata a Fabrizio Quattrocchi, in attesa del ponte di Brugnato, resta l’attribuzione del «Premio regionale ligure 2004» (destinato a quanti si sono distinti nei diversi settori), del quale è stata istituita una sezione speciale per ricordare due vittime del terrorismo in Irak. Il premio venne consegnato ai familiari del bodyguard ucciso dall’allora assessore alla Cultura, Gianni Plinio. In quell’occasione la Regione volle ricordare al Teatro della Gioventù anche il maresciallo Ghione, di Finale Ligure, una delle vittime di Nassirya. Ora è cambiato l’atteggiamento, allora la Liguria non si vergognava dei suoi caduti.