Con il «brunch» il risveglio è più dolce Ecco dove andare

Dal locale più tradizionale a quello con gli animatori fino al sorprendente «Utz» con ricette esotiche e opere d’arte in mostra

Francesca Lovatelli Caetani

Far colazione a mezzogiorno. Un lusso che sempre più persone ricercano durante il fine settimana per prendersi una pausa dai ritmi frenetici. Il «brunch», la colazione-pranzo, servito nei locale di tendenza, sta diventando un appuntamento sempre più ricercato. Ecco qualche posto dove poter sorseggiare il caffè americano accompagnato da sfiziosi dolcetti o da un vero e proprio pasto. Gli amanti della tradizione americana hanno ampia scelta tra muffin, hamburger, cheesecake, apple pie e caesar salad. Chi non vuole rinunciare ai sapori tipici del nostro Paese, preferisce risotti, pennette, mozzarella di bufala, piadine, torte dolci e salate.
E, se nei locali che si ispirano a luoghi esotici ed orientaleggianti, si trovano piatti come cous cous e sushi, nei ritrovi più chic e raffinati anche il menù si impreziosisce con ricette tipiche della nouvelle cuisine, come patè, crepes, ostriche e carpacci. Per saperne di più www.brunch.it. Al Living di piazza Sempione 2, locale stile newyorchese, con vista incantevole sull’Arco della Pace, c’è la possibilità di mangiare al bancone (rivestito di tasselli di corno di Birmania). Qui la domenica, da mezzogiorno alle 16 «sfilano» i dolci della casa, come i brownies, o le torte di frutta. L’atmosfera è internazionale, molto apprezzata la scelta di quotidiani messi a disposizione dal locale. PlayBrunch in viale Papiniano 16 è l’ideale per famiglie con bambini: mentre mamma e papà si lasciano tentare dal buffet americano o dai deliziosi piattini mediterranei studiati da Tribu Food Design, i pargoli si divertono con gli animatori. Al Marghera 37, c’è un divertente banchetto arricchito ininterrottamente, dalle 12 alle 16 con frutta fresca, torte al cioccolato, crostate e pasticcini alla marmellata, muffin, cereali per accontentare i «tradizionalisti» amanti della colazione dolce all'italiana, ma anche gli appassionati di piatti salati. In cucina anche le sfiziose leccornie dal Medio Oriente e dal Brasile. Utz è una simpatica esclamazione fumettistica per onorare un libro di Bruce Chatwin, omaggiare un collezionista di Praga, e, da ultimo, è l’imperativo del verbo consigliare in ebraico forbito. Mauro Maltagliati, ultimo rampollo di una generazione di ristoratori, ha pensato di attribuire questo nome al suo locale di via Solferino 48, fatto di emozioni e movimento, con arredi tra il vintage e il rustico, dettagli esotici e mostre d’arte. Ampia la scelta dei piatti con ricette che strizzano l’occhio a contemporaneità, fusion e creatività. Innumerevoli i bigliettini appesi alle lampade negli spazi al pianterreno, piccoli pensieri dei clienti che formano un vero e proprio diario di bordo. La Pirogue a Castelletto di Cuggiono, o Columbus, a Peschiera Borromeo per due passi fuori porta. Atmosfera da residenza di campagna il primo. Stile «America anni '50» il secondo.