Brunetta: "Alitalia, incentivi ai privati che assumono gli esuberi"

Lo conferma il ministro. Almunia: soluzione in accordo con le regole dell'Unione europea. Gianni Letta: sarà la volta buona. <a href="/a.pic1?ID=286940" target="_blank"><strong>L'intervento/A Linate dovrà restare solo il Milano-Roma
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da Roma

Gli esuberi dell’Alitalia potrebbero essere meno di 5 mila, ma a rischiare il posto non sono soltanto i piloti, gli assistenti di volo, e i tecnici alla vigilia della pensione. Nella lista potrebbero essere inseriti anche i quarantenni, e per questi ultimi gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e mobilità per un totale di sette anni, come prevede il decreto del governo) non bastano. Dunque, saranno ricollocati nel mercato del lavoro dopo una riqualificazione professionale.
La ricollocazione sarà limitata alle aziende private, ma «con incentivi», rivela il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Se fossi un’azienda privata - aggiunge - prenderei volentieri i dipendenti della compagnia, che sono qualificati e bilingui». Nessun ammortizzatore passerà invece attraverso il pubblico impiego, conferma Brunetta. «Spero che per Alitalia si trovi una soluzione buona - commenta a sua volta il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia - e che sia compatibile con le regole europee».
Domani, i sindacati dei dipendenti Alitalia fanno il loro ingresso al ministero del Lavoro. È il primo incontro, di una serie che si prevede assai lunga, con Maurizio Sacconi. Il confronto, spiega lo stesso ministro, partirà con una relazione del commissario straordinario Augusto Fantozzi sullo stato dell’azienda; in un secondo momento si discuterà del piano industriale; infine, arriveranno sul tavolo le ipotesi di tutela dei lavoratori in esubero. «Siamo ottimisti - commenta Sacconi - e abbiamo piena fiducia nel commissario e nell’advisor. Fantozzi stia tranquillo - aggiunge - perché il governo non lo lascerà solo». Anche perché, spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, per Alitalia «deve essere la volta buona» altrimenti «sarebbe un pessimo segno».
È ancora presto per fare numeri (in questi giorni si è parlato di 5-7mila lavoratori in eccesso), ma Sacconi dice di sperare che gli esuberi siano meno di 5mila. Sempre la prossima settimana, nello studio del ministro del Welfare faranno il loro ingresso i segretari di Cgil-Cisl-Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti, per discutereil piano Alitalia. Certo, al sindacato non piace l’idea di cominciare proprio dal capitolo dei lavoratori in eccesso. Le parole di Corrado Passera («accordo sindacale o salta tutto») non sono state digerite bene dalle organizzazioni sindacali. La priorità, spiega il segretario della Uil Luigi Angeletti, è di conoscere il piano industriale della nuova compagnia, e solo in un secondo momento si discuterà del problema degli esuberi. «Noi - spiega - vogliamo fare come san Tommaso: prima vediamo il piano, poi diamo il nostro giudizio». Dal governo, aggiunge il segretario della Uil, il sindacato si aspetta un grande sforzo per il ricollocamento dei lavoratori che non troveranno posto nella nuova Alitalia. E comunque Angeletti ricorda che negli incontri con Air France, gli esuberi non hanno mai rappresentato un ostacolo insormontabile: «Almeno in questo caso una differenza c’è: stavolta vogliono sviluppare Alitalia, mentre gli altri volevano sviluppare Air France-Klm».
Analoga la posizione dell’Up (Unione piloti): «Prima il piano, poi si può iniziare a parlare di esuberi», dice il segretario Roberto Spinazzola, che se la prende con Passera: «Se l’intesa coi sindacati è tanto importante, perché non ci ha sentiti prima?». Mentre l’Anpac - lo storico sindacato dei piloti - smentisce che i piloti Alitalia guadagnino più degli altri: «Rispetto a Lufthansa ed alle altre grandi compagnie europee, prendiamo il 30% in meno». Schermaglie, prima che il negoziato entri nella fase calda.