Brunetta: "Amo questa meravigliosa schifezza"

La battuta del ministro: "Abbiamo un Pdl così pieno di imperfezioni, così pieno di rogne, di
problemi. Ma, passatemi l’ossimoro, è una meravigliosa schifezza"

Roma - La frase l’ha già in mente e gli piace tanto. Così, la pronuncia con un sorriso: «Abbiamo un Pdl così pieno di imperfezioni, così pieno di rogne, di problemi. Ma, passatemi l’ossimoro, è una meravigliosa schifezza».

A Renato Brunetta, che interviene a Torino alla festa del Pdl, i giornalisti fanno una domanda sulla critica o autocritica berlusconiana per gli «errori» del suo partito. E il ministro della Pubblica amministrazione replica con entusiamo trascinante. «Premesso che il premier ha sempre ragione, certo il Pdl ha problemi di crescita perché ha amalgama diverse. Ma meglio essere un grande partito con tante culture diverse che la morta gora come qualche partito dell’opposizione».

C’è sempre un «ma» nelle frasi di Brunetta, che ammette pochi vizi per esaltare molte virtù. «Siamo cosi pieni di problemi - dice- ma così forti e consapevoli di rappresentare il meglio dell’Italia, che mi viene la faccia sorridente».

E sorride, infatti, orgoglioso della sua appartenenza politica e deciso a difendere le ragioni del suo partito, migliorabile certo, «ma» sempre meglio degli altri. «Questo straordinario partito ha vinto tutte le elezioni con tutti i sistemi elettorali, dal porcellum al regionellum. Il Pdl è il più grande partito italiano, deve certamente migliorare, per arrivare al 45-50 percento».

Brunetta aderisce alla linea del premier, che distingue partito da maggioranza ed esorta: «Ciascuno faccia la propria parte: il governo governi, il partito rappresenti il governo nel territorio. Noi siamo grandi, ciò vuol dire democrazia, congressi, gazebo, movimenti, dialogo con la società». Vuol dire anche grandi sogni per il futuro. «Il Pdl è la grande casa che insieme alla Lega dal ’94 sta cambiando l’Italia».

Come un fiume in piena Brunetta reagisce non certo alle frasi stimolanti del premier, ma ai veri attacchi, che vengono da fuori. E non solo fuori il centrodestra. Dice che il programma del partito di Berlusconi è «rivoluzionario» e per questo si stanno coalizzando contro il governo le «forze reazionarie» del nostro Paese. Tanto per non essere generici, a questo punto fa nomi e cognomi. «Parlo delle forze interne alla finanza, all’editoria, dei cosiddetti poteri forti, di parte dei sindacati come quello sfascista e penso a Pomigliano».
Per il titolare della Pubblica amministrazione gli attacchi a Berlusconi degli ultimi mesi, dalla vicenda della giovane Noemi in poi, puntavano a colpire, attraverso il premier, la maggioranza e la sua «azione riformatrice». «E siccome - avverte Brunetta - non sono bastate tutte queste tensioni, la D’Addario, gli appalti e la cricca, si è formata dentro il Pdl una tensione come esigenza credo, di riposizionare il Pdl stesso nella sua azione riformatrice». La fiducia di Brunetta nella «meravigliosa schifezza» è sconfinata. L’obiettivo dell’esecutivo, ribadisce il ministro, è «governare, governare, con una bella idea della politica».

Quanto alla trazione leghista, di cui si parla tanto, Brunetta assicura: «Io non l’ho sentita, ma se qualcuno l’ha sofferta questa è l’occasione per fare una riflessione dentro la maggioranza in termini programmatici».