Brunetta beffa i precari: si sposa 19 ore prima

nostro inviato a Ravello (Salerno)

Appena il tempo di smaltire le mozzarelle del caseificio Vannulo, polipi, vongole, colata di alici, pizze a volontà e altre leccornie di costiera dello chef Mimmo Di Raffaele e del pasticciere Salvatore De Riso, e il ministro Stakanov-Brunetta è già al lavoro. Briefing fissato, come ogni lunedì, per le 8.30, con staff, capi dipartimento e direttori generali del suo ministero. Ma, almeno il giorno dopo le sue nozze, in conference call e non di persona a Roma (dove però, dicono quasi con un brivido i suoi collaboratori, arriverà comunque in serata). È passata 'a nuttata, senza i tumulti che si temevano anche osservando lo schieramento di poliziotti in corpetto antiproiettile, i carabinieri, gli agenti della Digos infiltrati tra i bar. Tanto rumore per nulla, perché poi i precari in piazza sono sì e no una cinquantina (insieme a 15 poliziotti del Coisp con sagome di agenti pugnalati), anche se si fanno sentire con tamburelli, fischietti, megafoni e motivetti non proprio alla Felix Mendelssohn: «Siamo l'Italia peggiore, abbiamo un sogno nel cuore, Brunetta a San Vittore!». La gente si assiepa attorno all’ingresso di Villa Rufolo, dove Wagner scoprì il vero giardino di Klingsor, e dove è attesa una fetta di governo italiano. Non c’è il premier, e non c’è nemmeno Tremonti, che però si dava già per assente, mentre si parlava di un Berlusconi ospite a Villa Zeffirelli, nella vicina Positano. Passano prima Edmondo Cirielli presidente della Provincia di Salerno, che affronta la piazza beccandosi una sfilza di insulti (da lui ricambiati con una mano alzata e un vaffa), poi il governatore Stefano Caldoro (senza insulti) che infila il cancello della Villa. E gli sposi? Ritardano... No, Brunetta beffa tutti perché si è già sposato da più 19 ore. Cerimonia privatissima a Villa Rufolo a mezzanotte e 5 minuti con solo i testimoni (il vecchio amico di Psi veneto Maurizio Sacconi e l'altro ex socialista Fabrizio Cicchitto per Brunetta, mentre per la sposa Tommasa Giovannoni c’era la sorella) e la luce romantica di una torcia. All’ora fissata per le «finte nozze» molti degli invitati ancora non lo sanno, tanto che alcuni, al ritardare della sposa, cominciano a preoccuparsi: «Ma che sta succedendo?». A quel punto il ministro, già marito, svela l'arcano anche agli ultimi ignari, con un discorso toccante e mano nella mano della sua Titti (architetto, amante di musica e cucina) munita di bouquet e damigelle. «Scusatemi, l’ho fatto per proteggere lei e noi da chi voleva rovinare questa giornata». Tutto questo all'Hotel Caruso, cinque stelle lusso con vista pazzesca sul golfo (e suite imperiali fino a 9mila euro/notte). Spiazzati soprattutto Caldoro, cui è toccato un trasferimento in corsa, e i contestatori con maglietta arancione jatavenne, che imprecano contro il nascondino del ministro (ma quasi riscoprendolo: «Non è poi così cretino come Tremonti lo dipinge» dice uno.). Celebrante delle nozze segrete l'ex sindaco Secondo Amalfitano, che è pure il patron della Fondazione Ravello e anche il presidente (nominato da Brunetta) di Formez Italia, ente che si occupa di concorsi pubblici. Invitati presenti poi al Caruso, oltre a molti imprenditori, i ministri Carfagna, Fitto, Meloni, Galan, Rotondi, il presidente del Senato Schifani, il sottosegretario Laura Ravetto (in forma smagliante), il Guardasigilli e segretario Pdl Angelino Alfano, già a Ravello dalla sera prima. Assente la Gelmini, causa febbre della figlia. Blindata ai fotografi la cerimonia, appaltata in esclusiva a Chi per 25mila euro, che andranno in beneficenza alla fondazione «Operation Smile». Precari e contestazioni buggerati alla grande, l'unico neo resta - a detta degli stessi pidiellini - quella lista di nozze sfarzosa (ulivi da 4.500 euro l'uno, 10 tappeti vintage, 7 tavoli da pranzo, cristalliere da 5.000 euro, capitelli) inutilmente resa pubblica. «Una leggerezza che il ministro dei precari non deve commettere» commenta un collega di governo. Ma che importa, è innamorato, e cittadino di due città che il mondo invidia, Venezia e Ravello (che la settimana scorsa gli ha dato la cittadinanza onoraria, non senza polemiche, si veda la satira di «Ravello tyricon» del vignettista-chef Gianfranco Cioffi). A settembre lunetta di miele in Normandia. Ma prima a lavoro. Il più bel posto del mondo, per Brunetta.